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Coronavirus: mezze maratone d'autunno tra problemi e speranze

Continua l'inchiesta in merito ai tanti problemi causati dal Covid 19 per le competizioni italiane della prima e della seconda parte del 2020. Nei giorni scorsi è stato dato spazio alle 10 maratone più importanti. Ora è il turno delle mezzemaratone.

Coronavirus: mezze maratone d'autunno tra problemi e speranze

Continua il viaggio di Corriere dello Sport e Tutto Sport tra le organizzazioni delle più importanti ed affascinanti corse podistiche italiane. In questi giorni abbiamo dato voce alle 10 più grandi maratone italiane, oggi con due articoli divisi invece spazio alle mezze maratone, eventi altrettanto grandi, se non di più, come numeri partecipativi. Le domande sono sempre 4 e sono sempre le medesime. Il momento attuale e futuro è molto difficile, come venirne fuori? Quali scenari nei prossimi mesi? Si potranno ancora organizzare gare?

Ecco le loro risposte:

27 Settembre 2020 – CORRIPAVIA – Presidente Franco Corona

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

È ancora troppo presto per sapere se e come sarà possibile organizzare gare podistiche. Occorrerà vedere l'andamento dell'emergenza sanitaria e conformarsi alle disposizioni delle autorità sanitarie. Certamente se i vincoli fossero troppo stringenti è meglio non organizzare gare con grandi numeri, ma eventualmente riconvertire gli eventi in gare dimostrative tipo staffette o altre che consentano un maggior distanziamento e lo svolgimento in assoluta sicurezza.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Tutto il calendario dell'atletica del 2020  da marzo a ottobre compreso  dovrebbe essere rinviato pari pari al 2021 per ragione di opportunità, di ragionevolezza ed equità (per non penalizzare le gare nella prima parte della stagione).

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Sicuramente tutto sarà più povero e tutti si dovranno adattare a fare l'attività con minori risorse.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Che la Fidal nazionale e regionale sostenga i progetti delle ASD che vogliono investire sul territorio, sul settore giovanile con forme di contributi e servizi da condividere con le società.

Coronavirus: mezze maratone d'autunno tra problemi e speranze

 

27 settembre – MARATONINA DI UDINE - Venanzio Ortis - Vicepresidente e medaglia d'oro agli Europei di Praga sui 5000.

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

Secondo noi ci saranno, giustamente, limitazioni per l'afflusso sia dei partecipanti che del pubblico. Non penso che, come noi a settembre, si saranno calmate le acque. Noi confidiamo sicuramente nell'organizzazione della nostra 21^ mezza di Udine, ma naturalmente attenderemo le disposizioni del Governo. Speriamo che fine estate sia un periodo più sicuro. Intanto l'organizzazione va avanti.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Lodo il fatto che tante gare hanno rinviato la data al prossimo anno. Chi si sposta, certe volte nuoce ad altre gare anche minori che faticano, soprattutto in questo periodo, a esistere. Certamente ci sarà una scrematura in futuro a favore di gare qualitativamente significative.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Penso che saremo tutti più poveri. Le aziende non investiranno in qualità di sponsor in quanto devono fare già i conti al loro interno. Ferie forzate, casse integrazioni e altro dovute alla pandemia non aiutano le aziende italiane. E il rischio è che uno sponsor faccia due conti prima di investire in una maratona o in altre manifestazioni. La certezza potrebbero essere le Istituzioni ma anche lì le priorità le vedremo appunto più avanti. Tutto è a rischio.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

La Federazione deve essere vicino alle società valutando incentivi e scontistica per l'affiliazione degli atleti. Poi sicuramente serviranno manovre di concertazione con il Coni. E lì non mi inoltro perchè il libro sarebbe grosso.

 

4 ottobre – TRENTO HALF MARATHON – Presidente Ferruccio Demadonna 

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

E’ una previsione difficile da fare oggi. C’è un problema sanitario sul quale può disporre solo il governo ed un problema morale. I mass event non sono in grado di sottoporre i partecipanti a limitazioni. È una contraddizione in termini pensare di evitare assembramenti, rispettare le distanze fra partecipanti in partenza, durante la gara, all’arrivo e ai ristori. Una gara deve essere una festa non un business, se non vi dono le condizioni per farla meglio annullarla.   

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

La ricalendarizzazione delle gare ‘rinviate’ è un elemento di conflitto non sanabile fra chi le gare le ha rinviate (sostenendo costi e perdendo sponsor ove non siamo disputate) e chi invece qualora fossero ricalendarizzate a ottobre novembre vedrebbe cannibalizzate le iscrizioni alle proprie gare, private specie le maratone di chi già si è iscritto a quelle primaverili ove siano riproposte. In autunno, sempre se si riprende, ci sarà anche la concorrenza delle straniere che si ripropongono e comunque delle straniere concorrenti come New York e Valencia. 

Il calendario dovrebbe essere sacro e senza deroghe in situazioni normali. Qui la situazione è però inedita e avrà risposte contrapposte fra gli uni e gli altri (ma visto che il parere è richiesto a chi organizza in autunno il risultato di questa inchiesta è scontato). Chi è in grado di sostenere i costi o non ne ha sostenuti dovrebbe passare al 2021. Per gli altri si potrebbe ipotizzare un Running day in data libera (20 settembre) bloccando peraltro le iscrizioni a quanto documentabile al 27 marzo.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Si dovrà ricostruire. Runner più poveri. Sponsor con difficoltà intuibili. Amministrazioni locali anche con problemi di bilancio. Mettiamoci in testa che senza uno sforzo comune in cui qualcosa ci si rimette tutti, non c’è uscita. Vediamo un anno con manifestazioni low cost che si possano sostenere e vediamo di sfruttare il momento per riorganizzare la corsa su strada.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Se ci sarà unità d’intenti da parte degli organizzatori delle corse su strada alla Fidal è l’occasione per chiedere rispetto. Una gestione interna alla Fidal autonoma (autogestita) per le corse su strada e una revisione della governance con meccanismi di elezione del Consiglio Federale da rivedere e democratizzare. Oggi il meccanismo elettivo del consiglio è oligarchico e trascura una parte fondamentale del movimento: strada, master, corsa in montagna. Con ottimismo e buona volontà lo stop può servire, altrimenti l’ignoto può portare al disastro.

Coronavirus: mezze maratone d'autunno tra problemi e speranze

(22 novembre) MILANO21

(13 settembre) MONZA21

FOLLOW YOUR PASSION –MGSPORT Ad Marcello Magnani

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc) 

Affermare oggi con certezza che da Settembre potremo tornare ad organizzare eventi di running in Italia, mi sembra ancora prematuro. Ovvio che tutti noi auspichiamo che questo avvenga ma, purtroppo, oggi servirebbe una sfera di cristallo che nessuno ha per vedere così in là nel tempo. Di certo credo che, qualora ci venisse consentito rimettere i nostri panni di organizzatori, ci dovremo confrontare con paletti e regole del tutto nuove rispetto a quelle a cui siamo sempre stati abituati. Penso, anzi, temo numeri contingentati di partecipanti, distanze di sicurezza da dover far rispettare, frazionamento delle partenze, ecc. Con il nostro gruppo di lavoro ci stiamo davvero interrogando se, in un’eventualità come questa, gli eventi sarebbero davvero concepibili, organizzabili e sostenibili. Per ora sta prevalendo in noi la volontà di restare ottimisti e positivi, senza fasciarci la testa, in un momento in cui la testa andrebbe fasciata per ben altro, per cui vedremo quello che le future normative sul tema ci  riserveranno.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Fermamente contrario, qui lo dico senza mezzi termini. Ci sono diverse ragioni che motivano la mia opinione, 3 su tutte:

  • anche senza questa sciagurata pandemia che ha rimescolato le carte, il calendario dell’autunno era già molto (troppo…) denso di eventi podistici: aggiungerne altri penso sia un suicidio del nostro stesso movimento.
  • Noi organizzatori, senza forze come Protezione Civile, medici e vigili, non avremmo mai potuto e mai potremo mettere in piedi eventi di massa. Siamo proprio certi che chiedere loro, eventualmente appena usciti dal periodo più massacrante (fisicamente e mentalmente) della loro storia, di mettersi a disposizione per così tante domeniche consecutive, significhi capire cosa davvero stanno passando? Io credo di no
  • Il bacino da considerare quando si pensa agli eventuali corridori autunnali, va limitato praticamente ai soli

residenti sul territorio italiano (spero qualcuno non pensi di vedere orde di stranieri mettersi in viaggio per l’Italia in un momento temporalmente così ravvicinato ad una pandemia globale), il che già riduce non poco il numero rispetto ad autunni “normali”.

Una concentrazione di eventi così grande in così poco tempo, non può che rendere il nostro movimento ulteriormente frammentato e creerebbe in pochi mesi solo una grande lista di organizzatori sconfitti e di eventi che apparirebbero ridimensionati.

Soluzioni: non penso di avere la soluzione definitiva al problema, io credo solo che ci siano alcune proposte molto valide, che sono state scambiate in un gruppo fatto dai principali organizzatori di eventi running in Italia. Ne vorrei citare una a mio parere molto intelligente, come quello di mettere a disposizione delle gare primaverili che decideranno di non ricollocarsi in autunno, da parte degli organizzatori degli eventi da Settembre a fine Dicembre 2020, sia i loro canali di comunicazione che diversi spazi presso i loro villaggi espositivi per promuovere le loro gare del primo semestre 2021 e fare in modo che restino sempre vive e presenti nella testa dei corridori.

Ci sono tante altre proposte che potrei elencare, ma credo che il punto di partenza sia la presa di coscienza da parte degli organizzatori del primo semestre 2020, che sarebbe un suicidio anche per loro cercare di riproporre la loro gara in autunno: una volta acclarato quel punto, le soluzioni e le sinergie verranno da sé.

 Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

Di certo quello che il Coronavirus si lascerà alle spalle non sarà piacevole per nessuno, né da un punto di vista umano, né da uno economico.

Dal lato delle aziende, per quanto non riesca a pensare ad futuro roseo (parlo del breve periodo, già sul medio periodo sono meno preoccupato), io credo che sarà possibile costruire delle esperienze e delle attività che renderanno le aziende sempre interessate al nostro mondo. Leggiamo quotidianamente che tantissime aziende del nostro Paese stanno riconvertendo la loro produzione per fare mascherine, camici, respiratori, ecc. Questo significa che siamo un Paese che, nel momento del bisogno, è in grado di non rimanere celato dietro a pareti fatte di numeri, ma che sa, può e vuole aiutare chi è in difficoltà. Ecco, questo spunto deve essere un insegnamento anche per noi (che dovremo essere bravi a declinarlo in più varianti possibili) che, se sapremo costruire eventi ed iniziative grazie alle quali si potrà pensare sempre di più chi ha avuto o sta avendo problemi di varia natura, sono certo che troveremo anche aziende pronte a supportarci. Certo, questo significa andare oltre il classico charity program che tante manifestazioni hanno sempre avuto e che va mantenuto ovviamente, ma io parlo di ripensare profondamente l’approccio commerciale di ciascuno di noi, adattandolo ad una nuova realtà, ossia quella del post Coronavirus.

Dal lato dei Comuni e delle Istituzioni in generale, prima di pensare che possano trovare risorse da destinare agli eventi sportivi in generale o, più nello specifico al turismo sportivo (cosa che auspico, ci mancherebbe), voglio aspettare di vedere come le loro finanze usciranno da questa situazione, solo allora si potrà capire se potremo contare su di loro o meno. 

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Io spero solamente che la Fidal….svolga davvero il ruolo di una Federazione, nient'altro. In cosa consiste questo? Fermezza e lucidità nella gestione di un calendario estremamente complesso, vicinanza a livello normativo e a livello di “prelievo” per gli eventi Non Stadia (come sono definiti sullo Statuto Federale): ammesso che lo siamo stati in passato, non siamo più le vacche da mungere. Noi organizzatori non potremo non tenere conto delle nuove ristrettezze economiche che colpiranno i frequentatori del nostro mondo e, allo stesso modo, mi aspetto che la Fidal tenga conto del fatto che anche gli organizzatori non si potranno più permettere di sostenere certe richieste.  Facesse questo, saremmo già ampiamente felici dell’operato della Fidal.

6 Dicembre – CAGLIARI RESPIRA – Presidente Paolo Serra

Dopo l’estate finalmente sarà possibile organizzare gare podistiche in Italia? Se sì, con quali eventuali limitazioni? (no assembramenti, spazi di 1 metro, partenza scaglionata, no spogliatoi, no ristori etc)

La mia opinione è che l’attività sportiva riprenderà quando i rischi di contagio saranno nulli e quindi avverrà senza limitazioni di distanza interpersonale etc, penso che ciò possa avvenire dal prossimo settembre e senza limitazioni.

Favorevole o contrario all’inserimento  nel calendario autunnale delle competizioni annullate in questa prima parte dell’anno? Quali le soluzioni?

Sono contrario in particolare riferimento ai campionati su pista per esempio dove esiste una periodizzazione degli allenamenti che per ovvi motivi non è stata effettuata, quindi sono per l’annullamento di ciò che non è stato svolto e la conferma di ciò che è previsto evitando anche di sovraffollate il calendario.

Quale ‘mondo running’ italiano ed estero ci troveremo da settembre in poi, dopo il coronavirus? Più povero di sponsor e aziende? Comuni che incentiveranno in misura maggiore per non perdere indotto turistico?

I comuni lungimiranti incentiveranno il ruolo del running come volano per la ripresa economica e noi lo speriamo vivamente, mentre il vero problema saranno le sponsorizzazioni, per le quali avremo a mio parere notevoli difficoltà.

Che tipo di aiuto vi attendete dalla Fidal?

Ci aspettiamo uno sgravio delle tasse federali soprattutto relativo sulle tasse di iscrizione gara e sui costi legati alla partecipazione delle stesse quantificabili in 3,5 euro per atleta arrivato variabile da regione a regione.

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