Siliva Marsetti, da gladiatrice a pipistrello con un cuore grande come la maratona
"Se puoi sognarlo puoi farlo" celebre frase di Walt Disney, il re dei film d'animazione nonché frase che Silvia Marsetti, la runner mascherata vicentina, ha voluto come suo motto. Lei che in ogni sua corsa esprime la sua fantasia nei costumi che vogliono dare valore alla città dove corre portando sempre travestimenti diversi e un sorriso ad ogni persona che incrocia correndo e che in ogni sua maratona idealizza un progetto collaborando con associazioni differenti ogni anno, quest'anno ha voluto realizzare il "sogno" di un caro suo amico, ha voluto dimostrare che se poteva sognarlo, Silvia poteva aiutarlo a realizzarlo.
A marzo di quest'anno ha corso la Run Rome The Marathon spingendo la carrozzina del suo caro amico Moreno Frigo vestita da Gladiatore, spingendo con braccia, gambe ma soprattutto con il cuore è riuscita a concludere la sua maratona e a far realizzare il sogno che Moreno le aveva espresso più volte di poter realizzare.
Silvia Marsetti, soprannominata la runner mascherata, ha corso vestita da gladiatrice a Roma, ma non ha fatto tutto questo da sola perchè mesi fa ha contattato la polisportiva Inix Sport acronimo di "insieme per" che le ha dato la possibilità di realizzare il sogno di Moreno assieme ad altre 17 persone e relativi spingitori.
Moreno ha potuto attraversare Roma grazie ad una appendice composta da 3 ruote e da un manubrio realizzata apposta per le 18 carrozzine presenti, senza di essa avrebbe fatto molta fatica Silvia a spingere Moreno in quanto l'asfalto di Roma è a tratti composto dai sampietrini che rendono difficoltoso l'attraversamento con le carrozzine. Questo progetto è stato realizzato e idealizzato da Francesco d'Andrea.
"Correre una maratona spingendo la carrozzina è un'emozione che non ha eguali, vedere Moreno e tutti questi ragazzi sorridere, gioire nell'attraversare Roma assieme a runner provenienti da tutte le nazioni, che donavano il sorriso, stringevano la mano a Moreno e a tutti i ragazzi in carrozzina, acclamando e applaudendo questi eroi, è un emozione indescrivibile perché anche io come tutti gli altri runner li chiamavo eroi, perché per me questo sono. La felicità che ho visto negli occhi di Moreno quando davanti alla banda che suonava l'inno di Mameli che poi ha proclamato l'inizio della maratona non posso esprimerla ma solo dire che l'ho vissuta".
Mesi dopo è ancora forte l'emozione nel cuore di Silvia Marsetti: "Ho vissuto un'esperienza che mi ha travolto dal primo chilometro fino al 42 esimo, assieme a 17 spingitori a 17 carrozzine e a 4 ragazzi in bicicletta che ci avrebbero aiutato in caso di problemi, abbiamo corso assieme ad un gruppo di persone fantastiche ma soprattutto assieme a Moreno, in cui ho visto la felicità brillare nei suoi occhi, l'ho visto sorridere mentre vedeva per la prima volta i top runner passare affianco a lui, l'ho visto commuoversi vedendo San Pietro, l'ho visto alzare il braccio cercando di stringere la mano ai numerosi runner che gli donavano la loro, ma soprattutto l'ho visto realizzare il suo sogno, sì proprio lì mentre attraversando il traguardo al Circo Massimo ha concretizzato che ciò che aveva sognato da mesi. Un sogno diventato realtà. Ha conquistato una medaglia, è una vittoria. Per lui e per altre 17 persone vale la voglia di mettersi in gioco come dei veri atleti".
La maratona è sempre una corsa difficile, dura, che mette alla prova la resistenza fisica: "Posso semplicemente dire che se mi chiedessero se ho fatto fatica risponderei una cosa sola: le mie gambe hanno corso avvolte dal sogno di un ragazzo e caro amico e le mie braccia hanno spinto con la forza del cuore, perché lo sport è anche questo, poter donare le proprie gambe per far sognare dei grandi eroi"
La runner vicentina travestita da Gladiatrice, a Roma è così riuscita a concludere la maratona portando sorrisi e allegria assieme a Moreno e a tutto il gruppo della Inix Sport. E' stata anche affiancata da altri tre vicentini, mamma Milenka con il figlio Davide e una giovane insegnante della zona di Vicenza.
Il pipistrello di Valencia
Quest'anno la nostra runner mascherata vicentina ha concluso la sua stagione sportiva in terra spagnola, precisamente a Valencia il 26 ottobre scorso indossando una corona, il simbolo giallo e rosso cucito nella maglietta e il trucco in viso di un pipistrello e ha corso i 21,0975km indossando un mantello con scritto "Daje Nic" per un amico di squadra di origine romane che sta lottando contro una dura malattia. A Valencia ha corso vestita da pipistrello in quanto simboleggia la città spagnola e lo ha fatto, come sempre, con il sorriso che la caratterizza.

In questi anni in molti l'hanno riconosciuta perché la sua peculiarità è proprio il fatto di correre sempre simboleggiando la città che ospita la maratona e dona sempre un sorriso a tutte le persone che incontra, dai colleghi runner ai bambini che le danno il cinque mentre corre.
La testa, le gambe e soprattutto il cuore sono già rivolti ai progetti che Sivlia vuole realizzare nel 2026: "Nel 2026 intendo correre la maratona di Atene, dove tutto ebbe inizio, progettando una raccolta fondi legata ad un progetto che coinvolgerà due associazioni della mia zona che si occupano di ragazzi con la sindrome di down e di persone con disabilità. Questo progetto è in fase di realizzazione ma coinvolgerà i ragazzi in modo attivo, non sarà semplice coinvolgere due associazioni ma l'unione e la collaborazione con queste due realtà aiuteranno questo progetto a renderlo realizzabile".
Lecito domandarsi con quale travestimento si presenterà quel giorno alla maratona di Atene: "Non lo svelo mai prima, do a tutte le persone la possibilità di lavorare con la fantasia come era noto fare Walt Disney perché con la giusta dose di fantasia si possono creare grandi sogni e se puoi sognarli...puoi realizzarli"
