NAPOLI - Non è solo una questione di sponsor, è un tributo a una città che sta diventando, a pieno titolo, una delle capitali mondiali della vela. L’Emirates Team New Zealand, il "defender" che ha dominato le ultime tre edizioni dell'America’s Cup, ha deciso di legarsi a doppio filo con la città che la vedrà gareggiare nel 2027. Sulle ali dell’imbarcazione vincitrice nel 2024 e sulle velocissime AC40, la scritta "Napoli" sarà in bella vista proprio lì, sui foil, gli organi meccanici che permettono a questi giganti del mare di sollevarsi dall'acqua e volare a velocità incredibili.
Un colpo di fulmine nato dallo scudetto
Il legame tra il CEO dei Kiwi, Grant Dalton, e Napoli non è nato a tavolino, ma tra i vicoli in festa. «Sono venuto qui per la prima volta durante le celebrazioni dello scudetto», ha raccontato Dalton durante la presentazione della partnetship con Ferrarelle al Reale Yacht Club Canottieri Savoia. Un'energia che lo ha stregato al punto da voler portare un pezzo di Napoli a bordo delle sue barche, non per "rubare" tifosi a Luna Rossa — missione che lui stesso definisce impossibile in Italia — ma per nutrirsi della carica che solo questa città sa trasmettere.
La rotta verso il 2027
Il Golfo si prepara dunque a diventare il teatro della 38ª America’s Cup. Anche se le date ufficiali sono ancora in fase di definizione, il percorso di avvicinamento è già tracciato: le imbarcazioni toccheranno Cagliari e Atene prima di approdare stabilmente a Napoli per le prime regate di test. L'obiettivo è ambizioso: trasformare l'evento del 2027 in un successo tale da poter sognare un bis già nel 2029.
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