La durissima confessione di Achille Costacurta fa il giro d'Europa: tra droga e suicidio, perché ha colpito tutti
Il padre, ora stimato commentatore tv, è uno dei giocatori italiani più vincenti di sempre. Un difensore incredibile che ha scritto la storia d'Italia e del Milan. Sua madre, in queste settimane impegnata a Ballando con le stelle, è un'ex Miss Italia, adesso conduttrice e attrice. È stata, dopo l'elezione del 1991, un'icona: bellissima, di famiglia "normale", fidanzata prima con Alberto Tomba, all'epoca un po' quello che è Sinner oggi, e poi con Costacurta. Wag, per capirci, quando le wag ancora non esistevano. Se, però, fuori c'erano le luci della ribalta, Colombari e Costacurta sono sempre stati molto discreti sul privato. Una coppia solida e vera, capace di resistere a bufere assolute. È per questo che la confessione cruda e senza filtri del loro unico figlio, Achille, ospite del podcast One More Time condotto da Luca Casadei, ha fatto il giro d'Europa. Nel corso dell’intervista, il ragazzo ha ripercorso alcuni dei momenti più difficili della sua vita: la diagnosi di ADHD, i problemi con la droga, le numerose esperienze di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), i periodi di detenzione e un drammatico tentativo di suicidio con il metadone.
Achille Costacurta: "Il mio cervello non produce abbastanza dopamina"
Costacurta Junior ha raccontato di aver ricevuto da poco una diagnosi di ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), spiegando come questo abbia influenzato profondamente il suo comportamento: "Il mio cervello non produce abbastanza dopamina. Ora prendo il Ritalin e questo mi aiuta a gestire meglio la situazione". Achille ha aggiunto che anche la madre e il padre hanno frequentato un corso specifico per comprendere meglio il disturbo: "Quando i miei genitori hanno fatto anche loro un corso genitoriale per l’ADHD, il nostro rapporto è cambiato completamente. Prima, se litigavamo, io uscivo e spaccavo porte. Ora non succede più, perché sanno come dirmi un ‘no’".
Le dipendenze, la rabbia e i TSO
Achille Costacurta non ha nascosto i suoi problemi con le droghe, raccontando di aver vissuto situazioni estreme già da giovanissimo: "A 18 anni ero sotto effetto di mescalina quando ho avuto un confronto con un poliziotto. Lui mi ha tirato un pugno, io ero allucinato e ho reagito. Dopo poco mi hanno fatto il primo TSO, in tutto me ne hanno fatti sette". Sulle sue esperienze nei reparti psichiatrici, il racconto diventa ancora più duro: "A Padova è andato tutto bene, ma a Milano mi hanno legato al letto per tre giorni perché avevo dato un colpo sulla spalla a un infermiere. Urlavo che mi serviva il pappagallo, ero legato mani e piedi e mi sono dovuto fare la pipì addosso". Il momento di svolta è arrivato durante un percorso di cura in una clinica svizzera: "Lì ti dicono: ‘Se vuoi drogarti, puoi farlo. Ma se hai bisogno di una mano, noi siamo qui per aiutarti’. Mi hanno fatto cambiare vita, grazie a loro non mi drogo più. Li ringrazierò per sempre".
Achille Costacurta ha tentato il suicidio
Durante l’intervista, Achille Costacurta ha anche ricordato il periodo più buio, risalente all’adolescenza. Durante la pandemia, aveva iniziato a spacciare ed era stato arrestato, finendo in un centro penale minorile. Proprio lì, a neanche 16 anni, tentò di togliersi la vita: "Era la notte del mio compleanno. Ho distratto un operatore, ho preso le chiavi dell’infermeria e ho bevuto sette boccettine di metadone. Volevo farla finita”. Fu soccorso in extremis: “Sono arrivati i pompieri e hanno sfondato la porta. Nessun medico ha saputo spiegarmi come io sia ancora vivo. Quelle sette boccette equivalgono a circa 40 grammi di eroina: la gente muore con un grammo".
La richiesta di eutanasia, le lacrime di Billy Costacurta
"Mia mamma ha pianto tanto. L'unica volta in cui ho visto scendere una lacrima a mio papà è stato quando mi hanno portato via. - ha continuato Achille - Quando mi avevano fatto il depot, io tutti i giorni chiedevo di andare a fare l’eutanasia perché non avevo più emozioni e volevo morire. E lì l’ho visto piangere". E ancora: "Il giorno che esco dalla clinica mi viene a prendere mio papà. C’era un doppio arcobaleno. Io li scoppio a piangere dalla gioia, dalla felicità, abbraccio fortissimo mio papà e gli dico: 'hai visto che ce l’abbiamo fatta, ho smesso, e ce la farò e continuerò. Ce lo sta dicendo pure il cielo. C’è il doppio arcobaleno ti rendi conto?'. È stato uno dei momenti più fighi. Anzi, dopo chiamerò mio padre per ricordarglielo".
Come sta oggi Achille Costacurta
Oggi Achille dice di aver trovato un equilibrio e di voler dare voce, attraverso la sua esperienza, a chi vive situazioni simili. Il suo racconto, sincero e drammatico, è anche un invito a non sottovalutare i problemi di salute mentale e a cercare aiuto senza vergogna. "Ho sbagliato tanto, ma ora so chi sono e dove voglio andare", ha concluso. E anche per questo la sua è una storia di rinascita che ha colpito davvero tutti. A 21 anni la vita è ancora tutta dalla sua parte, va solo presa a morsi.
