© LaPresse Stefano Bettarini: "Non ho bisogno di lavorare e guardo le partite di calcio senza audio"
Stefano Bettarini ha tracciato un bilancio della sua vita, professionale e privata. L’ex difensore, all'età di 53 anni, è soddisfatto delle sue scelte: prima gli anni in campo, quando il calcio era “lo sport dei mostri sacri”, poi la parentesi televisiva ai tempi in cui i programmi macinavano ascolti decisamente più alti di quelli attuali. Oggi il mondo dello spettacolo è un capitolo chiuso: niente reality, niente ospitate in tv. "Non ho più voglia di essere usato", ha detto nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera. L’unico motivo per cui tornerebbe davanti alle telecamere sarebbe per parlare di calcio, l’unico terreno in cui si sente davvero a casa. Oggi Bettarini non lavora, ma per scelta: "Mi godo ciò che negli anni ho seminato e mi diverto tanto". I suoi guadagni arrivano soprattutto dagli investimenti immobiliari, un settore in cui ammette di aver commesso errori, ma che considera parte del percorso.
Perché Bettarini non vive più a Milano, le due rapine con pistola
Oggi il focus di Stefano Bettarini è uno solo: la famiglia. In particolare la madre, a cui vuole dedicare tempo ed energie dopo la morte di un anno fa del padre. Le ferite del passato, però, restano aperte. Una su tutte: l’aggressione al figlio Niccolò nel 2018, colpito con 13 coltellate da quattro ragazzi. "Sono disgustato dalla giustizia", ha dichiarato, riferendosi al fatto che i responsabili siano già liberi. "In Italia sembra si possa fare tutto senza vera punizione". C’è anche un altro episodio che ha segnato l’ex calciatore: ben due rapine a Milano, la città che ha deciso di lasciare nel 2015. Da dieci anni è tornato a vivere in Toscana, più precisamente a Viareggio. "La prima rapina in pieno centro, corso Garibaldi, stavo andando da un’amica e due individui con pistole e incappucciati hanno provato a rapinarmi senza riuscirci ma rischiai grosso. - ha ricordato - Ne uscii fortunatamente con qualche escoriazione e basta. La seconda uscendo dal garage di casa, stavo andando a Mediaset per partecipare a un programma di Federica Panicucci. Con la classica botta allo specchietto mi rapinarono portandomi via un orologio Rolex Daytona in platino dal valore di 50mila euro. Da lì il mio cambio di vita, il trasferimento, per me Milano non era più una città sicura. Ci sono tornato solo per toccate e fughe e per lavori sporadici, non era una città sicura in quegli anni, figuriamoci adesso”.
Stefano Bettarini commenta il calcio di oggi
Stefano Bettarini ha rivelato di guardare le partite di calcio senza audio: "Trovo che qualcuno sia insopportabile, ripeto qualcuno. Di altri ho molta stima ma non trovo carino né elegante fare i nomi. Credo tra l’altro questa mia stessa impressione la abbiano in tanti, tra addetti ai lavori e non", ha spiegato. E poi: "Il calcio a volte lo seguo e a volte lo guardo ma molto meno rispetto ad una volta, anche perché il livello non è così eclatante. Resta comunque il mio primo amore e non posso stare senza. Siamo stati compagni nella vita per diversi decenni, abbiamo camminato insieme, non volterò mai le spalle al calcio". E ancora: "Con il tempo e l’esperienza ho imparato che il calcio così come lo spettacolo fatica ad avere amici veri. Si hanno amici di comodo, ho personalmente un concetto di amicizia un po’ diverso grazie a Dio".