A chi va l'eredità delle gemelle Kessler, senza figli né nipoti
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A chi va l'eredità delle gemelle Kessler, senza figli né nipoti  

Le due sorelle Alice ed Ellen, morte tramite suicidio assistito a 89 anni, non avevano né figli né nipoti
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Hanno scelto di lasciare la vita così come l’avevano attraversata: insieme. Alice ed Ellen Kessler, 89 anni, icone dello spettacolo e scomparse attraverso il suicidio assistito, non avevano figli né discendenti diretti. Da tempo avevano organizzato anche il destino del loro patrimonio, orientandolo verso finalità sociali e umanitarie. In un’intervista al quotidiano tedesco Münchner Merkur, le due sorelle avevano indicato i beneficiari del loro lascito: tra questi Medici Senza Frontiere, Unicef, Christoffel Blind Mission, Gut Aiderbichl e l’Ordine di Malta. Associazioni attive in ambiti diversi: dal sostegno alle persone con disabilità alla tutela degli animali, fino agli interventi umanitari nelle aree di crisi.

Il testamento delle gemelle Kessler, a chi va l'eredità

La scelta delle gemelle Kessler era stata comunicata con tono fermo e sereno: il loro patrimonio sarebbe stato destinato a una serie di organizzazioni umanitarie da loro indicate. "Non abbiamo figli né nipoti. Per questo la nostra eredità andrà a Medici Senza Frontiere, Christoffel Blind Mission, Gut Aiderbichl, Unicef e all’Ordine di Malta", avevano spiegato. Un elenco che riflette una sensibilità ampia, un ritratto fedele dei valori che hanno guidato tutta la loro vita.

Il commento di Medici senza Frontiere

La scelta ha suscitato parole di gratitudine da parte delle organizzazioni coinvolte. "Ringraziamo profondamente le gemelle Kessler – ha dichiarato all’Adnkronos Laura Perrotta, direttrice generale fundraising di Medici Senza Frontiere –. Non accettiamo fondi pubblici e un lascito come il loro ci permette di garantire continuità ai nostri progetti". Perrotta ha ricordato anche l’impegno pubblico delle due artiste, volto a sensibilizzare sul testamento solidale: "Nel 2014 hanno accettato di essere il volto di una nostra campagna. Lo fecero anche in televisione, perché volevano che tutti comprendessero il valore di una scelta consapevole".


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