Geolier: "Tifo Napoli, ma il calcio non mi piace". E per un calciatore ha fatto follie  

Geolier è tornato a parlare del suo legame con Napoli: "Non sono il re della città, voglio esserne le mura. Essere popolari qui è una responsabilità"
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Sul palco del Vanity Fair Stories 2025 Geolier, rapper e cantautore napoletano nonché fidanzato di Chiara Frattesi, si è lasciato andare a un racconto sincero, partendo dal suo legame viscerale con la città e con il Napoli. "Tifo Napoli, ma il calcio non mi piace", ha ammesso.

Geolier, l'amore per Napoli e Maradona

"Se guardo una partita, guardo solo il Napoli. È la squadra che ci rappresenta nel mondo. Come fosse la pallavolo o un altro sport: io la seguo perché parla di me", ha aggiunto il cantante. Il riferimento inevitabile è a Diego Armando Maradona, suo mito assoluto: "Sono malato di Maradona. Ho tre tatuaggi con il suo volto. Ma non per i gol: per me è un simbolo. Mi piace quello che ha rappresentato per Napoli. Si è caricato la croce dell’essere napoletano, ci ha difesi quando serviva. Aveva cazzimma. Quando batteva la Juve, godeva non da calciatore: godeva da napoletano".

Geolier non si sente il re di Napoli

Applausi dal pubblico quando Geolier è stato presentato come "il re di Napoli". Ma Geolier ha frenato subito tutto: "Vi ringrazio, è bellissimo e sono lusingato. Però Napoli un re non l’ha mai voluto, si è sempre ribellata: ai greci, agli spagnoli, a tutti. E poi prima di me ci sono stati artisti troppo grandi per permettermi di definirmi così". Il rapper preferisce un’altra immagine: "Lo dico in una mia canzone: non voglio essere il re di Napoli, voglio essere le mura della città. Qualcosa che la protegge, non che la domina". Un riconoscimento, quello della popolarità nella sua terra, che sente come un peso importante: "Napoli è piena di storia, arte, passato… essere popolari qui è impegnativo. Ringrazio tutti, ma quella responsabilità è enorme". 

 


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