La sua handbike sull'altare e gli atleti paralimpici ad accompagnarlo: il commovente saluto ad Alex Zanardi a Padova

Dentro alle Basilica di Santa Giustina tantissime persone, unite per dare l'ultimo saluto al campione di sport e di vita. All'arrivo del feretro è scattato un lungo ed emozionante applauso

In tantissimi presenti a Padova, e non poteva che essere così per un gigante come Alex Zanardi. Una chiesa gremita in ogni ordine di posto e migliaia di persone all’esterno, nonostante la pioggia, hanno reso omaggio a Zanardi nella Basilica di Santa Giustina. I funerali dell'atleta bolognese si sono celebrati con una partecipazione straordinaria che ha visto oltre 2000 persone riempire la Basilica sin dalle prime ore del mattino.

Zanardi, l'handbike sotto l'altare  

Il feretro con la bara bianca è arrivato alle ore 11, accompagnato dalla moglie Daniela e dal figlio Niccolò. La famiglia ha salutato con le mani giunte la folla assiepata in Prato della Valle. All’interno della chiesa erano presenti il cantante Gianni Morandi, Bebe Vio (arrivata con l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò), lo sciatore Alberto Tomba e il sindaco di Bologna Matteo Lepore.

Sotto l’altare, in posizione centrale e visibile a tutti i fedeli, è stata collocata l’handbike di Alex, simbolo della sua straordinaria rinascita sportiva dopo il grave incidente del 2001. La sua "amica", normalmente custodita al Museo della Medicina poco distante, è stata portata nella basilica per l’occasione. Tra i primi ad arrivare i ragazzi di Obiettivo3, il progetto fondato dallo stesso Zanardi per avvicinare le persone con disabilità allo sport agonistico. Decine di atleti paralimpici hanno accompagnato il feretro lungo la navata. Presenti anche il presidente della FIA Stefano Domenicali, Jorg Kottmeier (responsabile Bmw Motorsport all’epoca dell’incidente), Luca Pancalli, Gian Carlo Minardi, l’atleta paralimpica Giusi Versace e l’ex calciatore del Vicenza Julio Gonzalez, che nel 2005 subì l’amputazione di un braccio e che ricordava commosso: "Zanardi venne a trovarmi in ospedale, mi diede una carica pazzesca".

La messa affidata all'amico Don Marco  

A celebrare la funzione è stato don Marco Pozza, cappellano del carcere “Due Palazzi” e amico personale di Zanardi. Una cerimonia carica di emozione che ha unito sport, istituzioni e semplice cittadinanza nel ricordo di un uomo che ha saputo trasformare le avversità in esempio di forza e resilienza.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Attualità

Le parole della moglie e del figlio dopo il funerale 

"Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa, chiunque può avere una vita meravigliosa e gratificante. Io auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi. Quando si faceva il caffè e impastava la pizza, lo faceva sempre col sorriso. E allora lì ho capito una cosa che lui ha sempre detto, però quando la vedi con i tuoi occhi la capisci meglio: non è necessario pensare alle grandi sfide, alle grandi imprese per trovare il sorriso, la gioia e la gratificazione". Queste le parole di Niccolò, figlio di Alex Zanardi, al funerale del padre. Daniela Manni, la moglie del pilota, ha salutato le persone che hanno partecipato al rito a Padova prima di salire in auto e lasciare il sagrato della Basilica di Santa Giustina: "Grazie di cuore a tutti, siete immensi".  Anche il carro funebre ha lasciato Prato della Valle.


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In tantissimi presenti a Padova, e non poteva che essere così per un gigante come Alex Zanardi. Una chiesa gremita in ogni ordine di posto e migliaia di persone all’esterno, nonostante la pioggia, hanno reso omaggio a Zanardi nella Basilica di Santa Giustina. I funerali dell'atleta bolognese si sono celebrati con una partecipazione straordinaria che ha visto oltre 2000 persone riempire la Basilica sin dalle prime ore del mattino.

Zanardi, l'handbike sotto l'altare  

Il feretro con la bara bianca è arrivato alle ore 11, accompagnato dalla moglie Daniela e dal figlio Niccolò. La famiglia ha salutato con le mani giunte la folla assiepata in Prato della Valle. All’interno della chiesa erano presenti il cantante Gianni Morandi, Bebe Vio (arrivata con l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò), lo sciatore Alberto Tomba e il sindaco di Bologna Matteo Lepore.

Sotto l’altare, in posizione centrale e visibile a tutti i fedeli, è stata collocata l’handbike di Alex, simbolo della sua straordinaria rinascita sportiva dopo il grave incidente del 2001. La sua "amica", normalmente custodita al Museo della Medicina poco distante, è stata portata nella basilica per l’occasione. Tra i primi ad arrivare i ragazzi di Obiettivo3, il progetto fondato dallo stesso Zanardi per avvicinare le persone con disabilità allo sport agonistico. Decine di atleti paralimpici hanno accompagnato il feretro lungo la navata. Presenti anche il presidente della FIA Stefano Domenicali, Jorg Kottmeier (responsabile Bmw Motorsport all’epoca dell’incidente), Luca Pancalli, Gian Carlo Minardi, l’atleta paralimpica Giusi Versace e l’ex calciatore del Vicenza Julio Gonzalez, che nel 2005 subì l’amputazione di un braccio e che ricordava commosso: "Zanardi venne a trovarmi in ospedale, mi diede una carica pazzesca".

La messa affidata all'amico Don Marco  

A celebrare la funzione è stato don Marco Pozza, cappellano del carcere “Due Palazzi” e amico personale di Zanardi. Una cerimonia carica di emozione che ha unito sport, istituzioni e semplice cittadinanza nel ricordo di un uomo che ha saputo trasformare le avversità in esempio di forza e resilienza.


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