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Coronavirus, nuovo Dpcm in arrivo: ecco tutte le novità

Tra domani e mercoledì verrà varato il nuovo dpcm, contenente ulteriori restrizioni. Dall'obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto fino alle limitazioni per feste e cerimonie: ecco tutte le novità

Coronavirus, nuovo Dpcm in arrivo: ecco tutte le novità
© LAPRESSE

Matrimoni e feste private a numero chiuso, locali chiusi alle 23, mascherine anche per strada in tutta italia, sempre e dovunque. Sono queste le mosse che dovrebbero arrivare nel prossimo Dpcm che verrà presentato tra domani e mercoledì in Consiglio dei ministri. L’obiettivo del premier Conte e del ministro della Salute Speranza è quello di evitare a tutti i costi un’impennata dei contagi che porterebbe l’Italia ad una situazione simile a quella ben più pesante che attualmente si registra in Spagna e Francia. Sarà fondamentale agire con tempestività senza attendere ulteriormente. Per questo motivo i provvedimenti del Dpcm corrono al fianco della proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio e potrebbero contenere anche il divieto per le Regioni di introdurre norme più soft rispetto alle indicazioni nazionali. Il tutto per evitare  il ripetersi del caso-discoteche che ha influito e non poco sul rialzo della curva dei contagi nella coda di questa estate.

Mascherine anche all'aperto in tutta Italia e limiti a feste e cerimonie

Oltre all’utilizzo delle mascherine sempre e dovunque all’esterno (una direttiva già in vigore in alcune regioni), un’altra mossa appoggiata anche dai membri del Cts è quella di porre un limite a cerimonie, feste ed eventi che saranno consentiti solo con un numero limitato di persone. Al momento si pensa ad un tetto massimo di 200 persone. Se sui funerali e sulle cerimonie ufficiali le idee sono chiare, c’è da riflettere ancora sull’imporre o meno un numero massimo di partecipanti a cene di famiglia e feste tra amici.

Bar e ristoranti aperti fino alle 23

C’è poi un altro tema molto delicato che andrebbe a toccare un settore economicamente uscito devastato dal lockdown: quello della ristorazione. Si starebbe pensando, infatti, ad una limitazione degli orari di bar, pub e ristoranti anche se la linea sembra essere quella dell’attesa. Imporre già adesso lo stop alle 23 agli esercizi pubblici viene ritenuto da più parti un provvedimento prematuro. Per uscire da questo cul de sac, il Governo starebbe pensando ad una delega alle singole regioni che su questo tema potrebbero decidere secondo coscienza in base alla curva epidemica. L’idea del governo è comunque quella di aumentare i controlli nelle aree della movida e per raggiungere questo scopo il ministro dell’Interno Lamorgese avrebbe già allertato i militari che darebbero manforte alle forze dell’ordine.

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