Mahmood si racconta: "Mi ero perso. Ecco da dove sono ripartito"

Il cantautore sardo sul suo ultimo album "Ghettolimpo": "Ci ho lavorato due anni e mezzo. Sono molto orgoglioso perché rappresenta una parte della mia vita"
Mahmood si racconta: "Mi ero perso. Ecco da dove sono ripartito"© ANSA
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"Ghettolimpo". È questo il titolo del secondo e ultimo album del cantautore sardo Mahmood, in uscita l'11 giugno. Un prodotto frutto del lavoro di due anni, "partorito" in un periodo durante il quale il mondo lottava contro un male sconosciuto: il Covid. Brani apparentemente diversi tra loro hanno in comune la ricerca delle radici. Stavolta quelle sarde. Tra cornamuse dei pastori e mitologia greca, vita reale e Olimpo che si susseguono come gradini di una lunga scala. "Ci ho lavorato due anni e mezzo - racconta Mahmood in un'intervista a Tgcom 24 -. Sono molto orgoglioso perché rappresenta una parte della mia vita. Lo sento mio, ancora non mi annoio di ascoltarlo. Il titolo è un neologismo, rappresenta un punto a metà fra l'Olimpo e la quotidianità. Sono sempre stato appassionato di mitologia greca. Mia mamma mi aveva regalato un'enciclopedia per ragazzi e io leggevo tutti i miti. Poi la passione l'ho riversata nelle canzoni".

Mahmood sul suo nuovo album: "Ghettolimpo"

Nella cover Mahmood appare infatti come un Narciso al contrario: "Il mio è un Narciso marcio: mentre lui si guarda e si piace, io mi guardo nel riflesso ma non mi riconosco più. Quando la mia vita è cambiata: tutti mi vedevano in un modo, ma io non mi ci riconoscevo. Ho avuto un periodo strano, non tornavo mai a casa, non vedevo le persone a cui volevo bene. Cercavo l'Alessandro di sempre, ma trovavo solo quello che vedevano gli altri. E quando tornavo tutti mi vedevano in un modo nuovo di cui io non avevo ancora preso coscienza". Mahmood racconta di come si è dovuto ingegnare per superare le difficoltà artistiche dell'ultimo periodo: "Da quando è iniziata la quarantena ho scritto poco, chiuso in casa faccio molta fatica. Prendevo moltissimi aerei e scrivevo sempre lì. E quindi racconta dei viaggi. In effetti alcune canzoni oggi potrebbero suonare un po' strane perché descrivono il 2019".

Mahmood e le sue origini

A proposito della sue origini sottolinea: "Ho sempre parlato delle mie origini arabe e non di quelle sarde, mentre la verità è che io a casa parlo sardo. Il brano 'T'amo' rappresenta proprio le mie radici, mia madre. Ci ho messo tutto quello che potevo di cosa è lei per me. Quando l'ha sentita la prima volta mia mamma si è messa a piangere". Due i feat, con Elisa e Woodkid: "Non mi andava di riempire questo disco di tanti duetti. Quando metti la voce di un altro, devi dargli importanza. Deve avere spazio per raccontarsi. Ma dei brani con Elisa (Rubini) e Woodkid (Karma) sono molto felice". Quanto all'Eurovision, dove lui si classificò secondo con "Soldi", e al successo dei Maneskin, confessa: "Sono molto contento che abbiano vinto, erano i più bravi. Per me è andata benissimo anche se non ho vinto, mi ha dato la possibilità di fare un tour europeo. Nel mio cervello è come se avessi vinto. È stata una bellissima esperienza, unica, ti insegna tanto. Con i Maneskin ci siamo sentiti, ho fatto loro i miei complimenti".

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