Rossi-Oddo, una finale quasi perfetta
Il calcio è un attimo, c’è sempre un frammento di tempo che divide tutto e sancisce lo spazio incolmabile tra vincitori e vinti. Lo sa bene l’Avellino artefice dell’ennesima impresa che tuttavia non basta a superare una semifinale comunque memorabile. Combattivo e indomabile come nella migliore tradizione dei lupi irpini, l’undici di Rastelli mette alle corde anche il Bologna di Delio Rossi più volte sul punto del definitivo ko e ripetutamente allontanato da una sofferta finale. Perde i pezzi la compagine campana, ma non si arrende, sorprendendo la corazzata emiliana prima di patirla, grazie alle qualità che non le difettano benché isterilite da errori ancora una volta ripetuti, gravi e diffusi. Ci pensa Acquafresca a fulminare Frattali, Trotta insiste ma poi è lo stesso portiere biancoverde a regalare a Cacia la palla che il cecchino calabrese non fallisce prima di correre a immutolire il Dall’Ara. L’Avellino però non muore mai e le rughe sul volto di Delio Rossi diventano solchi profondi alla spettacolare prodezza di Kone che sancisce il terzo vantaggio ospite del match sotto lo sguardo attonito di Tacopina che per poco non sprofonda sulla poltrona in tribuna alla traversa di Castaldo all’ultimo assalto. Avrebbe certamente meritato di giocarsi anche le due partite decisive per la A Rastelli, un tecnico serio, tradito, appunto, da un attimo eppure obbligato a essere orgoglioso di questa squadra che ha rotto gli schemi , pagando eccessivamente quel gol (contestato) all’andata al Partenio. Va avanti il Bologna, ma bisognerà migliorare in fretta. Dall’altra parte c’è il Pescara a contendere il traguardo a una compagine costruita per essere già oltre questo scoglio finale. Oddo se la gioca e batte anche il Vicenza di Marino, dimostrando di saperci fare sulle orme di papà che una decina d’anni fa fece secco il Napoli. Il giovane allenatore di suo ci ha messo tanta spregiudicatezza che evidentemente mancava a questo Pescara. Al Menti altra gara disinvolta e autorevole e la prova certificata che nulla è scontato. Ma neanche impossibile. Il calcio, in fondo, è un attimo. Subito dopo c’è la A!
