Strigliata ai giovani, la verità di Buffon© LaPresse

Strigliata ai giovani, la verità di Buffon

Lo sfogo del capitano è il pensiero dei senatori: c'è chi non ha capito cosa significhi la Juve
Antonio Barillà
3 min

TORINO - Le parole di Gianluigi Buffon, nella notte di Reggio Emilia, diffondono subito la sensazione del deja-vu. Taglienti come a Natal, dopo l’addio azzurro al Mondiale, scelte per inchiodare responsabilità e scuotere coscienze. «Approccio indegno...»: a chi si riferiva? A tutti, indistintamente, perché la sconfitta con il Sassuolo non può liquidarsi con l’età e l’inesperienza di alcuni: Giorgio Chiellini, 31 anni e 379 partite in bianconero, è tra i maggiori colpevoli per aver lasciato la squadra in dieci prendendo il primo giallo per proteste, e Gigi, che ci mette sempre la faccia, impasta per carattere autocritica e denuncia.

RIPASSO - Nelle pieghe dello sfogo è tuttavia evidente una frecciata ai più giovani: molti, troppi, a giudizio dei senatori, non hanno ancora chiaro cosa significhi la Juve, così l’ultimo crollo diventa spunto per un brusco ripasso. Non è casuale, per inciso, che dopo Gigi intervenga duro Patrice Evra, altro campione di lungo corso e di carisma, ascoltatissimo nello spogliatoio. La vecchia guardia è pronta a giustificare le ingenuità e schermare le pressioni, ma non tollera atteggiamenti sufficienti, malsoppoprta la mancanza di furore. 

MOLLEZZE - Si badi che vale per tutti i giovani, non solo per i nuovi arrivati ancora in fase d’ambientamento. Al di là dei riferimenti di Buffon, che parla a tutti e per tutti, l’invito dei vecchi a svegliarsi è complessivo. Vale, insomma, anche per Paul Pogba e Alvaro Morata, sufficientemente scafati e ovviamenti stimati, però talvolta recidivi in mollezze e narcisismi che non appartengono alla cultura di Vinovo.

ACCORDO - Un messaggio da capitano, racchiuso nello sfogo pubblico d’una brutta sconfitta ma ripetuto più volte nel chiuso d’uno stanzone, condiviso dai senatori che non scaricano responsabilità, s’assumono le colpe ma pretendono attorno una scossa. E’ confrontandosi con loro e con Allegri, di comune accordo, che la società ha deciso d’altronde il ritiro, chiarendo di non inseguire una punizione, ma di sollecitare una sveglia. 

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