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ESCLUSIVA, Trapattoni, Cruyff e i Magnifici sei: «Il suo calcio è stata una rivoluzione»

ESCLUSIVA, Trapattoni, Cruyff e i Magnifici sei: «Il suo calcio è stata una rivoluzione»
© Getty Images

L'ex ct della Nazionale condivide con Il Profeta del gol il record di chi ha vinto la Coppa dei Campioni sia da giocatore che da allenatore: «Per fermarlo mi dovevo aggrappare alla sua maglia»

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di Pasquale Campopiano

giovedì 24 marzo 2016 15:56

ROMA - «Una volta per marcarlo fui costretto a tirargli la maglia per 20 metri, vi rimasi aggrappato, ma lui non si arrabbiò, si voltò e mi sorrise». Il ricordo di Johan Cruyff firmato Giovanni Trapattoni parte da qui, da un'istantanea che negli anni '70 era un po' il simbolo di quel calcio: il Profeta del gol che s'involata e il Trap che gli restava incollato addosso in un qualsiasi match tra Italia e Olanda. «Era questo che lo rendeva più forte anche di quello che era, in campo Cruyff era un signore».

ADDIO A JOHAN CRUYFF

I MAGNIFICI SEI - Giovanni Trapattoni, Miguel Munoz, Josep Guardiola, Frank Rijkard e  Carlo Ancelotti: i magnifici sei. Gli unici ad aver vinto la Coppa dei Campioni/Champions League, sia da giocatori che da allenatori: «E' un dato che rafforza un legame nato sul campo in quegli anni lì - ci confida al telefono Giovanni Trapattoni, grande uomo di calcio ed ex ct della Nazionale italiana -. La stima e il rispetto che mi legavano a Johan Cruyff sono rimaste immutate in tutti questi anni. Lui fece una rivoluzione, quella del calcio totale, dell'Olanda in cui non c'erano ruoli, di una squadra capace soltanto di giocare e distupire. Cruyff di quella squadra era l'emblema, è stato in assoluto il primo calciatore della storia a giocare a tutto campo, e poi...e poi era correttissimo».

IO E JOHAN - Trapattoni apre il cassetto dei ricordi e spiega il perché di un legame così forte: «Io ero un marcatore, e per ogni grande marcatore ci deve essere un grande giocatore da marcare, Cruyff era tra questi. Il nostro destino di difensori era un po' di rimanere in scia alle loro giocate, io, quando c'era Cruyff da marcare, lo seguivo come un'ombra. Mi ricordo di una volta in cui durante un Italia-Olanda rimasi aggrappato alla sua maglia per 20 metri, lui non si arrabbiò, si voltò e mi sorrise».

CIAO CAMPIONE, LE REAZIONI DEL MONDO DEL CALCIO

ADDIO CAMPIONE - Senza il Profeta del gol il nostro calcio sarà per sempre più povero, anche Trapattoni ne è convinto: «Se n'è andato un grandissimo e ne sono addolorato. Ricorderò per sempre con stima e affetto un signore del calcio, un uomo capace di tutto in campo, grazie ai suoi fantastici piedi, Johan Cruyff».

MORTO CRUYFF, ADDIO CAMPIONE

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