Cosmi-Oddo, concretezza e calcio totale

La finale per la A è Trapani-Pescara. Domenica si comincia all'Adriatico: subito Lapadula sfida Petkovic. Ma la differenza possono farla soprattutto i due allenatori agli antipodi
Cosmi-Oddo, concretezza e calcio totale© LaPresse
Tullio Calzone

CONCRETEZZA E SPETTACOLO - La concretezza micidiale e spietata di Serse Cosmi oppure il calcio spettacolare e avvolgente di Massimo Oddo? L’imprevedibilità di Gianluca Lapadula oppure la fisicità dirompente - che fa reparto da sola - di Bruno Petkovic? Trapani-Pescara è tutta da giocare e il bello deve ancora arrivare. Cosa chiedere di più? Intanto, c’è una conclamata verità: a giocarsi l’ultimo posto utile per andare in Serie A sono arrivate le due formazioni che più di tutte le altre lo hanno meritato in questo campionato davvero incredibile e spettacolare. Non a caso il Trapani ha chiuso alle spalle di Cagliari e Crotone, le due antagoniste promosse subito dalla porta principale, e poi ha eliminato lo Spezia di Di Carlo in un doppio confronto alla pari deciso probabilmente solo dagli episodi giusti oltre che dalla propria bravura.

ONORE AL MERITO - Per quanto riguarda il Pescara, non si può non annotare che è stata la compagine che più di ogni altra ha provato a contrastare e a limitare lo strapotere dei sardi e dei calabresi, andando vicinissima addirittura a un clamoroso ribaltamento dell’esito finale della stagione regolare. Ora c’è da giocare questo doppio confronto che si annuncia intenso ed emozionante, con l’incrocio tra due formazioni concettualmente agli antipodi come idea di calcio praticata eppure entrambe nella condizione di poter coronare un sogno divenuto realtà.  

UN ANNO DOPO - Oddo un anno fa si era fermato al legno colpito da Melchiorri al 90’, questa volta vorrà andare oltre, è ovvio. E con un Lapadula così tutto può diventare davvero semplicissimo. Ma dall’altra parte c’è Cosmi tornato agli antichi splendori, famelico ed energico come ai tempi del Perugia, con il vantaggio di un terzo posto che può diventare una variabile indipendente di questa sfida infinita impronosticabile. Un finale così, infatti, non è riuscito a immaginarlo nemmeno il presidente Andrea Abodi, solitamente creativo, che, a rivedere come sono andate le cose, avrebbe dovuto prevedere un posto in più per la A e quattro promosse. Giusto per non fare torto a nessuno!

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