Cosmi contro Abodi e Gattuso: parole come pietre

Duro attacco di Serse dopo la sconfitta di Pisa. Il Trapani contesta il gol decisivo di Eusepi e il tecnico perugino nel dopo gara ci va duro non solo con l'arbitro Di Paolo: «Gattuso tutelato da Abodi. Vorrei sapere cosa pensano gli altri 21 club di B di quello che sta accadendo. Abodi, una persona che stimavo, dedica quotidianamente le sue energie al Pisa». Il presidente della Lega replica: «Tutelati gli interessi di tutti gli associati». E Ringhio aggiunge: «Salvaguardata la regolarità del campionato».
Cosmi contro Abodi e Gattuso: parole come pietre© LaPresse
di Tullio Calzone

Duro attacco di Serse Cosmi dopo la sconfitta di Pisa per il gol di Eusepi che il tecnico del Trapani reputa irregolare e che decide invece lo spareggio salvezza dell'Arena Garibaldi. Il tecnico perugino nel dopo gara ci va duro: «Gattuso tutelato da Abodi. Vorrei sapere cosa pensano gli altri 21 club di B di quello che sta accadendo qui. Abodi, una persona che stimavo, dedica quotidianamente le sue energie al Pisa». Il presidente della Lega replica: «Tutelati gli interessi di tutti gli associati». E Ringhio aggiunge: «Salvaguardata solo la regolarità del campionato».

Parole come pietre quelle che pronuncia Serse Cosmi nel ventre dell’Arena Garibaldi, evidentemente amareggiato per le decisioni di Di Paolo, come quella di convalidare il gol di Eusepi dopo un corpo a corpo sospetto e opinabile con un difensore trapanese. L’episodio decide lo spareggio salvezza di Pisa tutto giocato sul filo dell’equilibrio e degli svarioni in campo, anche quelli dei giocatori impattanti sul risultato finale prima di ogni altra cosa. L’equilibrio decide di romperlo il tecnico perugino a fine gara quando attacca consapevolmente non solo la direzione dell’arbitro di Avezzano, ma il capo stesso della Lega e l’amico Gattuso. Abodi viene tirato pesantemente in causa come tutor di Ringhio e per l’attivismo dimostrato nella gestione della crisi del club toscano, da mesi sull’orlo del baratro e arrivata al capolinea forse solo grazie alla due diligence garantita dalla Lega che, di fatto, ha fissato anche un principio d’ora in avanti: via gli sciacalli e i millantatori dal nostro calcio. Dalle tigri malesi, ai faccendieri e ai sedicenti facoltosi petrolieri, alla prova dei fatti evaporati in un attimo, se ne sono visti un’infinità in questi anni. La possibilità di salvare il Pisa è, invece, diventata concreta proprio perché non c’è stato spazio per personaggini simili. Cosmi considera questa ingerenza, legittima, come un condizionamento del torneo cadetto e ciò meriterebbe un approfondimento sereno da parte di un allenatore che ha sempre dimostrato di fare parte di questo mondo in modo credibile e leale. Avrà avuto certamente le sue ragioni per essere così duro. Ma bisognerebbe chiedersi cosa sarebbe successo se il Pisa fosse fallito a stagione in corso? La regolarità del campionato sarebbe stata davvero più garantita? Un presunto errore arbitrale non vale tanta istintiva superficialità! O no?

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