Il calcio pensa solo ai soldi e non ai tifosi

La Supercoppa è un trofeo che rappresenta il massimo del calcio italiano, eppure delle ultime 8 edizioni, compresa la prossima, in Italia se ne sono giocate solo due
Il calcio pensa solo ai soldi e non ai tifosi© LaPresse
Alberto Polverosi
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ROMA - Il Milan è rimasto a terra. Arriverà a Doha il giorno dopo la Juve e Galliani ha già fatto tuonare la sua minaccia: un altro ritardo e salta la Coppa, la Supercoppa, sottolineando che comunque vada la sua squadra è già stata penalizzata dagli ultimi eventi. Succede, quando si rincorre non un titolo sportivo, ma un titolo bancario (per l’esattezza due milioni e mezzo di euro), quando più che alla bacheca si pensa all’iban. Mica due lire, certo, ma può bastare una cifra del genere a ripagare l’amarezza di due grandi tifoserie costrette a rinunciare a uno spettacolo in casa? Due milioni e mezzo è l’ingaggio di un giocatore medio di Milan e Juve. Fanno comodo, certo, ma per raggranellare quei soldi bisogna salire su un charter, andare dall’altra parte del pianeta e prima ancora bisogna spostare due partite di campionato. I disagi sono evidenti. Magari per evitare problemi di questo genere le due squadre potevano imbarcarsi sullo stesso aereo. I tempi sono questi, nel calcio poi un euro muove tutto. Ma se è così, ed è così, quanto costa rinunciare alla passione dei propri tifosi? Se la Supercoppa si giocasse in due gare di andata e ritorno, siamo sicuri che sommando i due incassi (in questo caso sarebbero gli incassi dello Juventus Stadium e di San Siro) andremmo tanto lontano dalla cifra dei qatarioti? Era già successo, in passato, che l’esportazione della Supercoppa fosse fonte di litigi e dissidi fra club italiani e Lega. E’ un trofeo che rappresenta il massimo del calcio italiano, eppure delle ultime 8 edizioni, compresa la prossima, in Italia se ne sono giocate solo due. E’ una coppa nostra e se la godono in Cina o in Qatar. E quando li pagheranno in buoni benzina andrà bene lo stesso.

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