Il più bel gol di Trezeguet

In 800 a Monsano per aiutare prof e studenti. David: «Fiero di sostenere questa azione di solidarietà con le Leggende bianconere» 

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Xavier Jacobelli

ROMA - Il rettore dell'Università di Camerino si chiama Claudio Pettinari. È in carica dal primo novembre scorso. Per le cose che dice, per la carica ideale che esprime, richiama John Keating, il professore dell'Attimo Fuggente nel collegio di Walton, interpretato da Robin Williams. «Il terremoto ha tolto la casa a seimila dei settemila abitanti di Camerino, il cui cuore è stato distrutto e sigillato dalla zona rossa. Ha inferto un colpo durissimo al nostro ateneo, ai suoi ottomila studenti, all’economia dell’indotto universitario, fondamentale nel nostro territorio. Ma il futuro non crolla, come ricorda l’hashtag che campeggia sulle nostre t-shirt. Le difficoltà che affrontiamo quotidianamente sono enormi: abbiamo dovuto reinventare gli spazi didattici, abbiamo azzerato le tasse, duemila ragazzi e ragazze ogni giorno seguono le lezioni in streaming, io vivo a quattro passi dalla zona rossa, ma non me ne vado. Anche se i ritardi della burocrazia e le promesse non mantenute dalla politica pesano come macigni su tutti noi che viviamo la realtà del post terremoto. Però, una serata così ci infonde coraggio. Perché di una cosa abbiamo bisogno: non essere lasciati soli. Tutta questa gente l’ha capito».

Tutta questa gente sono gli 800 ospiti di Bianconeri Legend, uno dei più numerosi club juventini dell’Italia Centrale. Floriano Bini, il manager sportivo che ha organizzato l'evento, annota: «Il calcio è capace di muovere sentimenti forti, autentici, veri. E, quando, nel campo della solidarietà scendono campioni come Trezeguet, Tacconi, Tardelli, la partita si vince sempre». A Monsano, con l’asta benefica delle maglie bianconere e la raccolta di fondi fra i tifosi, la partita si gioca per il Progetto Fenice lanciato dal Distretto Rotary 2090: realizzare a Camerino una struttura polifunzionle perché, in collaborazione con l'Università, divenga il laboratorio, l'incubatore delle start up che nell'Ateneo trovano il loro naturale terreno di coltura. «Ne abbiamo già lanciate trentotto - osserva Pettinari - Il nostro Ateneo è una fucina di idee: l'opera che realizzeremo sarà un importante segnale di speranza e di fiducia».

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