La vita è sogno (anche lo sport torni a esserlo) 

Ivan Zazzaroni
3 min

Caro Babbo Natale, l’ultima volta che ti scrissi una letterina o qualcosa di simile avevo sei anni. Ricordo come fosse oggi che chiesi, quasi pretesi un pallone da calcio in cuoio e lo scudetto al Bologna di Bulgarelli e Perani. Mi accontentasti con fatica per colpa dell’Inter. Però avresti potuto avvisarmi che non ne avrei più visto uno, di scudetti e che nel 2018 mi sarei dovuto accontentare del Ropero. Mezzo secolo dopo - più più che meno - sono di nuovo qui, dentro un grande giornale, con alcune richieste che immagino non vorrai o potrai soddisfare. Ci provo ugualmente: sono un inguaribile ottimista. Per pudore non ti chiedo di riportare tutta la Serie A di domenica, la schedina, la Coppa dei campioni riservata soltanto ai vincitori del campionato, il tifoso che fa soltanto il tifoso e non l’odiatore social, il Var automatico: ai miracoli hanno deputato un altro. Gradirei (gradiremmo) però che ti impegnassi maggiormente per restituirci la speranza in qualcosa di diverso da quello che abbiamo, vediamo, affrontiamo, subiamo ogni giorno.
Hai presente l’educazione?, il rispetto per l’avversario e per le regole?, i sogni? Ecco, questi i doni, e tieni pure i pacchi, di quelli ne abbiamo in quantità industriale.
Devo e voglio credere che tu esista realmente perché i babbinatale del Terzo Millennio si sono rivelati tutti dei grandi cazzari.
Cinquant’anni dopo, come ti dicevo, torno a puntare su di te e su quello che idealmente rappresenti rifacendomi a un’altra lettera, scritta a un giornale di New York alla fine dell’Ottocento da una ragazzina di nome Virginia: domandò se Babbo Natale esistesse davvero perché gli amici le avevano rivelato che era un’invenzione dei genitori; la risposta di Francis P. Church, il direttore, fu questa, giusto un estratto: «Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono… Sì, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione... Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Grazie a Dio, lui è vivo e vivrà per sempre».
Io dico semplicemente: sognate. Se la realtà è quella di ogni giorno, truccata come una vamp; se la concretezza è quella dei progetti annunciati e mai realizzati; se la verità è quella che ha tante facce quante ne dipingono: allora sognare è quello che ci resta di vero, un sicuro reddito di cittadinanza per tutti. La vita è sogno. E lo sport torni a esserlo.


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