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Ecco "Sarri prima di Sarri"

Pubblicato il libro che racconta l'allenatore della Juventus prima che diventasse famoso, quando nessuno sapeva chi fosse. Scritto dalla collega Francesca Muzzi, svela i "segreti" della gavetta del Comandante ex Napoli.

Ecco

MILANO - Si intitola "Sarri prima di Sarri" il libro della giornalista del Corriere di Arezzo, Francesca Muzzi, che racconta l'allenatore della Juventus (edizioni Ultra) prima che diventasse famoso.  Dagli esordi, quando nessuno (o quasi) sapeva chi fosse Maurizio Sarri. Si inizia con l’odore dello spogliatoio che sa di umidità, scarpe da calcio e magliette tutte sudate. Sarri non può scegliere posto migliore per prendere in mano la sua vita, dare una pedata al posto fisso e seguire il suo cuore. Forse è cominciata lì la sua incredibile carriera o forse dalla curva della Scarpaccia, quando si accende l’ultima sigaretta prima di arrivare a Stia. O, ancora, magari da quel posto macchina, davanti allo stadio, che a Tegoleto pretendeva che fosse sempre libero. E quel giorno che lo trovò occupato quasi non faceva iniziare la partita. Andare a scovare Sarri prima di Sarri è come mangiare pane e porchetta. Quella di Monte San Savino, quella che offrì ai tifosi della Sangiovannese, servita sulle tribune dello stadio “Fedini”. Sa di buono, di genuino. Sa di un allenatore che è arrivato sul tetto del mondo (leggi Juventus) perché si è fatto un mazzo così. Sarri ha vinto da dilettante, professionista, ma ha ingoiato anche esoneri saputi attraverso la televisione e, quando c’è stato bisogno, non si è vergognato di andare a chiedere una panchina (Alessandria). Questo è Sarri prima di Sarri. Allenatore e amico. A volte babbo con i suoi giocatori. Come quando andò a riprendere nello spogliatoio un calciatore che era scappato dal campo perché aveva sbagliato un rigore. Dentro questo libro c’è tutto quello che è stato prima che gli altri si accorgessero di lui. Testimonianze, segreti, aneddotti, sudore, gioie e lacrime di un uomo che ha rivoluzionato il calcio quando in molti non guardavano oltre il loro naso. E’ Sarri. Il ciclone che a Stia arrivò qualche anno prima del film di Leonardo Pieraccioni.

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