Juve-Napoli, ecco perché De Laurentiis può ricorrere e vincere in appello

Il giudice sportivo Mastrandrea ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato in primo grado dal club di ADL. Ma entrando nel merito ha spalancato ai partenopei le porte della Corte Sportiva d'Appello Nazionale. L'anomalia? La Juve non si è costituita in primo grado
Juve-Napoli, ecco perché De Laurentiis può ricorrere e vincere in appello© FOTO MOSCA
4 min
Tullio Calzone

Proprio quando sembrava definitivamente chiusa si è spalancata una clamorosa via di fuga che può ancora evitare il peggio al Napoli. Dichiarato “inammissibile” il ricorso presentato in merito alla mancata partecipazione alla partita con la Juve fissata per lo scorso 4 ottobre a Torino e contro lo 0-3 a tavolino inflitto al club di Aurelio De Laurentiis con l’aggravante di un punto di penalizzazione in classifica per la squadra di Gattuso, in realtà lo stesso giudice sportivo viene in soccorso del club azzurro, entrando di fatto nel merito della spinosa vicenda. La formulazione del ricorso proposto dai campani, infatti, “avverso la regolarità della gara” ha portato il giudice a dichiarare inappropriato lo stesso ricorso sul presupposto che il match oggetto del contenzioso non si è mai disputato, mentre le “cause di forza maggiore” che hanno impedito di recarsi a Torino sono state certificate dalla ASL di Napoli solo in un secondo momento, quando già il Napoli aveva annullato la trasferta per la gara con la Juve allo "Stadium".

Juve-Napoli, la sentenza nel merito

Tuttavia, lo stesso Gerardo Mastrandrea, giudice molisano consigliere di Stato, ha riaperto la porta all’impugnazione davanti alla Corte Sportiva d’Appello Nazionale perché “respinge nel merito” nelle sue conclusioni e nelle relative e dettagliate motivazioni l’atto di rivalsa del Napoli (“Dichiara inammissibile, e comunque respinge nel merito, il reclamo avverso la regolarità della gara proposto dalla Soc. Napoli. Rimette gli atti alla Procura Federale per le valutazioni e le determinazioni di competenza”). Questa espressione giuridica utilizzata da Mastrandrea (“respinge nel merito”) consente alla società di ADL di riaprire la partita in quanto supera contestualmente la dichiarazione di inammissibilità per la “causa di forza maggiore”. Se il ricorso dei partenopei fosse stato semplicemente giudicato senza le valutazioni di merito argomentate nel pronunciamento di primo grado, le difficoltà a superare l’inammissibilità sarebbero state enormemente superiori, perché il Napoli avrebbe prima dovuto convincere la Corte della liceità dell’appello e poi entrare nella questione andando avanti nei successivi giudizi. Il Napoli ha già annunciato l’impugnazione dinanzi alla Corte Sportiva d’Appello Nazionale presieduta dal professor Piero Sandulli che dovrebbe pronunciarsi entro un mese. Eventuali gradi successivi di giudizio avverranno dinanzi al Collegio di Garanzia del Coni, poi, in sede di giustizia amministrativa, al TAR del Lazio e, infine, al Consiglio di Stato.

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La mancata costituzione della Juve

L’anomalia di questa vicenda è rappresentata dal fatto che la controparte Juve, al di là delle schermaglie iniziali che facevano temere una decisa opposizione del club bianconero, non si è costituita in primo grado pur essendo la “parte interessata” nella controversia. Questo particolare autorizza a ipotizzare che la società presieduta da Andrea Agnelli, presumibilmente, non si costituirà nemmeno nei gradi successivi. Se dovesse essere accolto il ricorso del club campano, è molto probabile, che l’iter procedurale si concluda in sede sportiva e l’unica difficoltà reale sarebbe quella di trovare una data per il recupero del match essendo il calendario già intasatissimo. Insomma, tanto rumore per niente?

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