Superlega, affare da 4 miliardi: tre volte la Champions!

Un mare di soldi è già pronto a muoversi: dai 290 milioni per chi vince ai 135 per l’ultima classificata. L’enorme valore dei diritti tv e il ruolo fondamentale dei ricavi
Superlega, affare da 4 miliardi: tre volte la Champions!© Getty Images
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ROMA - All’indomani del golpe con cui (per ora) 12 club hanno, di fatto, scardinato il monopolio UEFA è utile chiedersi cosa cambierà nell’economia e nella geopolitica del pallone. Il progetto era in gestazione da tempo (questo giornale ne aveva dettagliato i contorni a febbraio) ma sorprende oggi la rapidità del blitz e la determinazione dei “congiurati”.

Il primo effetto sarà lo spostamento in un nuovo veicolo societario privato, la Super Lega (SL), dei proventi che la UEFA incamera oggi dalla vendita dei diritti televisivi Champions/Europa League, che distribuisce in forma di premi ai club partecipanti.

I due format UEFA potranno anche sopravvivere ma, in presenza di un concorrente così formidabile, raccoglieranno cifre non paragonabili ai 3,25 miliardi del 2019/20. Le slide del progetto (che abbiamo avuto mesi fa) ipotizzano 4 miliardi di ricavi per la SL, anche se ieri già circolavano stime superiori.

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I cinque vantaggi dei club in Superlega

Dalla partecipazione alla SL i club fondatori otterranno almeno cinque vantaggi: 1) dividere direttamente tra 20 club una torta che oggi la UEFA ripartisce tra 45 in Champions e 48 in Europa League con meccanismi sensibili ad equilibri economici e geopolitici. 2) Ottenere 3,5 miliardi come “dividendo” di ingresso da ripartire tra i club fondatori: il progetto da noi visionato ipotizza 4 fasce, con i primi sei club che riceveranno (per progetti infrastrutturali ma pure, i maligni dicono, per ridurre i debiti) €350 milioni ciascuno, quattro ne otterranno 225 mentre due ne avranno 112,5 e tre dovranno “accontentarsi” di 100 milioni. 3) Avere il posto garantito nel più grande torneo europeo, programmando così ricavi certi e prevedibili, grazie alla ripartizione dei diritti tv con una grossa quota fissa e altre legate ai risultati. 4) Partecipare al futuro allargamento della torta, possibile grazie a un format concentrato sui top club, con gare di altissimo livello perché avremo ogni settimana scontri diretti tra le big del calcio europeo e ciò avrà effetti sul valore dei diritti futuri. 5) La certezza di giocare (in gironi da 10 squadre) almeno 18 partite, di cui 9 casalinghe con relativi incassi. Quanto realizzerebbe, ad esempio, un club fondatore vincendo la SL, ipotizzando 4 miliardi di ricavi meno le spese? Anzitutto 170 milioni fissi dal suo status di fondatore, più una cinquantina da un piazzamento elevato nel girone a 10 squadre, 31 dalla vittoria fi nale, 39 dalla quota di ricavi commerciali. Totale: circa 290 (tre volte la vincitrice dell’attuale CL). L’ultima classificata, senza status particolare, 135 milioni: il triplo di una squadra oggi eliminata ai gironi.

Agli altri club resteranno le briciole

Tale meccanismo creerà, di fatto, un calcio a doppia velocità in cui 15 club avranno budget infinitamente più elevati di tutti gli altri in Europa, potranno acquistare i migliori calciatori che, anzi, ambiranno a giocare nella competizione. Tutti gli altri club non potranno competere e dovranno sviluppare un modello di business basato sulla valorizzazione e monetizzazione dei giocatori attraverso la vendita dei cartellini nel mercato più ricco. La disponibilità residua di 5 posti tra le decine di squadre europee, da conquistare attraverso la qualificazione nei campionati nazionali, è un miraggio difficile da realizzare, in ogni caso non pianificabile, a differenza di chi disporrà di un seggio permanente. La differenza tecnica tra club di Super Lega e altri diverrà schiacciante e la competitività ne sarà influenzata. Inevitabile che la doppia velocità si riverberi anche nei campionati come la Serie A, in cui l’incertezza sarà limitata alla competizione tra i top club. È naturale che questo modificherà il profilo economico dei club italiani entrati come fondatori: impegnati da anni a quadrare bilanci traballanti con plusvalenze vere o costruite, a confrontarsi sul campo con competitor internazionali sostenuti da entrate largamente superiori, a spingere con fatica fatturati asfittici ricorrendo a sponsor vicini alla proprietà, da domani Milan, Inter e Juventus si attendono ricavi multipli degli attuali.

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