Il giornale di tutto un Paese

Ivan Zazzaroni
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Maurizio Ricciardi ne vendette - da solo - oltre 40mila. Quella notte non ci pensò due volte, capì per primo il momento, l’onda, la sensazionale richiesta - era impazzita di gioia soprattutto la capitale, bloccata nel traffico delle emozioni. Ricciardi prese un banchetto, scese in strada e si piazzò davanti all’ingresso del giornale. Piazza Indipendenza sembrava la location di un improvvisato concerto unplugged dei Rolling Stones.  

Fu semplice, per lui, caporeparto della spedizione della Stec, ottenere decine di migliaia di copie del Corriere dello Sport.

Il resto lo fece “Eroici”, il titolo di Giorgio Tosatti entrato nella storia. La sintesi più efficace e popolare dell’impresa.  

Alla fine i numeri del giornale che oggi vi regaliamo furono da record assoluto: 1.695.966 copie, tutte “vere”, acquistate dagli italiani campioni del mondo tra la notte di domenica 11 luglio 1982 e il tardo pomeriggio di lunedì 12.  
 
In fondo si consumò un evento nell’evento. Che ebbe un ispiratore in Franco Amodei - padre dell’editore Roberto - così come Bearzot lo fu della Nazionale del Bernabeu. L’eccezionale risultato venne infatti garantito dalle rotative del “fratello” Stadio, assorbito cinque anni prima, e di tutti i centri stampa che per l’occasione segnarono uno straordinario balzo in avanti nella produttività editoriale: il Corriere dello Sport-Stadio d’Italia.  
 
Il quarantennale del trionfo più bello e indimenticabile del calcio italiano ci ha permesso di guardarci indietro con gioia e nostalgia e - mi auguro - di ritrovare le energie e la spinta necessarie per ripartire dallo zero in cui siamo precipitati. Spagna 82 come lezione di coraggio, fede e ottimismo.

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