Juve all'attacco: "Faremo ricorso, è una palese ingiustizia"

A tarda sera il comunicato dei legali del club: «Disparità di trattamento ai danni del club e dei suoi dirigenti»
Juve all'attacco: "Faremo ricorso, è una palese ingiustizia"© ANSA
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Nicola Balice
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TORINO - La stangata è arrivata. Ha colto di sorpresa tutti in casa Juve, che ancora negli scorsi giorni ribadiva di confidare «che il ricorso per revocazione sia dichiarato inammissibile o comunque respinto». Invece la stangata è arrivata ed è stata giudicata dai legali bianconeri come una «palese ingiustizia» figlia di una «disparità di trattamento». La Corte d'Appello Federale ha riaperto il processo sul caso plusvalenze solo per la Juve e i suoi dirigenti o ex dirigenti coinvolti, emettendo pure delle sentenze ben più pesanti di quelle già afflittive richieste dalla Procura Federale. Ci sono i 15 punti di penalizzazione in campionato, ci sono le inibizioni per tutte le persone coinvolte: 30 mesi a Paratici, 24 mesi ad Agnelli e Arrivabene, 16 mesi a Cherubini, 8 mesi a Nedved, Garimberti, Vellano, Venier, Hughes, Marilungo e Roncaglio. Una sentenza pesante, storica, ma manca ancora un grado di giudizio: una volta pubblicate le motivazioni, la difesa avrà a disposizione trenta giorni per appellarsi al Collegio di Garanzia dello Sport, dove però non si entrerà nel merito della decisione ma solo sulla legittimità della stessa. Un dettaglio non da poco è quello rappresentato dalla presenza tra i dirigenti inibiti anche di Cherubini, unico ancora in carica: tra le conseguenze ci sarà anche il fatto di dover nominare un nuovo direttore sportivo, non mancano le possibili soluzioni interne tra i tanti dirigenti abilitati al ruolo, a partire da Giovanni Manna o Matteo Tognozzi.

"Palese ingiustizia"

La reazione ufficiale è stata affidata in tarda sera a una dichiarazione dei legali bianconeri Maurizio Bellacosa, Davide Sangiorgio e Nicola Apa: «L’odierno accoglimento del ricorso per revocazione da parte delle Corte d’Appello Federale ci pare costituisca una palese disparità di trattamento ai danni della Juventus e dei suoi dirigenti rispetto a qualsiasi altra società o tesserato. Attendiamo di leggere con attenzione le motivazioni per presentare il ricorso davanti al Collegio di Garanzia dello Sport, tuttavia evidenziamo, fin da ora, che alla sola Juventus e ai suoi dirigenti viene attribuita la violazione di una regola, che la stessa giustizia sportiva aveva ripetutamente riconosciuto non esistere. Riteniamo che si tratti di una palese ingiustizia anche nei confronti di milioni di appassionati, che confidiamo sia presto sanata nel prossimo grado di giudizio». Più didascalico il comunicato stampa del club, che si conclude con le intenzioni della Juventus: «La società attende la pubblicazione delle motivazioni e preannuncia sin d’ora la proposizione di ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport nei termini del Codice di Giustizia Sportiva».

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Prossimi step

Questa sarà una lunga stagione di battaglie per la Juve del nuovo corso Ferrero-Scanavino, in ambito sportivo e giudiziario. Nelle prossime settimane, infatti, dalla Procura Federale potrebbe partire anche un altro deferimento, quello relativo alle manovre stipendi. La data cerchiata in rosso, poi, è quella del 27 marzo, quando si terrà l'udienza preliminare con il Gup che verrà chiamato anche ad esprimersi sulla competenza territoriale dopo la richiesta dei legali della Juve di spostare la sede da Torino a quella di Milano o in subordine Roma. Nel frattempo resta sempre di grande attualità il caso legato a Cristiano Ronaldo e alla «famosa carta che non dovrebbe esistere», ricostruita dai pm con un documento individuato (rivelato dal Corriere della Sera) ma firmato solo da Fabio Paratici e non da CR7: i suoi legali anzi ribadiscono di non esserne a conoscenza, chiedendo l'accesso agli atti per saperne di più, con i pm che puntano a un interrogatorio fin qui sempre rifiutato dal portoghese.

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