© Getty Images Sidio Corradi, addio alla bandiera del Genoa ed ex calciatore del Bologna
Il mondo del calcio piange Sidio Corradi, leggenda del Genoa. Dopo una lunga battaglia, l'ex attaccante rossoblù è morto nella notte all'età di 80 anni. Classe '44, aveva debuttato in Serie A con la maglia del Bologna. Emozionante il ricordo del Grifone, storicamente legato alla figura di Corradi.
Lutto nel mondo del calcio, è morto Sidio Corradi
Nato a Porto Ercole, Sidio Corradi è stato un riferimento per più di una generazione. Ha scritto pagine di storia importantissime con i colori del Genoa, collezionando un totale di 129 presenze e 36 gol dal 1970 al 1976. Indelebile la sua firma sulla risalita del Grifone dalla C alla A. Con Marco Rossi, è infatti l'unico calciatore della storia del Genoa ad aver segnato in tutte e tre le categorie. Nella notte tra il 22 e il 23 agosto, si è spento all'età di 80 anni.
Il saluto del Genoa
Questo il ricordo del Grifone sui propri canali ufficiali: "Il Genoa CFC - si legge - si stringe a tutti i famigliari nel ricordo di Sidio e nella riconoscenza a un uomo che ha dato tutto per i nostri colori. Addio al nostro eroe – Ci sono giorni in cui tocca salutare i nostri eroi, farsi il segno della croce e pescare dal pozzo dei ricordi abbeverandosi alla fonte. “Il Genoa è la mia vita, il Genoa è il Genoa…”. Gli piaceva dirla così a Sidio, 7 anni con la maglia foderata a quarti, nel viaggio delle sonate andanti delle promozioni e di una retrocessione. Una quarantina di stagioni contando quelli da maestro nelle giovanili. Zazzera bionda da cavallo di razza e calzettoni alle caviglie, basette alla George Best, la maglia fuori dai pantaloncini e dagli schemi. Negli anni post ’68 Sidio fece innamorare i genoani. Quei colpi di fulmine che atterrano annunciati dalla magia di un lampo. Quando percorse la sopraelevata la prima volta, un pensiero frullò nella sua testa: “questa diventerà la mia città”. Così andò. Andò a firmare il contratto nella sede di Via XII Ottobre. Colpo di fulmine – Dalla piazzetta col pallone e gli stracci. Dalla lampara di papà, a Porto Ercole, quando uscivano in mare per portare a casa il pane. Al porto di un amore che i tifosi gli hanno dimostrato vita natural durante, nella legge non scritta che chi dà, riceve tanto quanto. Dietro a un palo della Nord, c’è in “Fame di Pallone”, conficcava l’amuleto di una faccia d’angelo e due ali. Ali per volare con i compagni che ora lo piangono e han fatto la storia di un Genoa d’altri tempi. Un Genoa forse povero, ma bello, su cui fluttuava come una litania il soffio, oggi come allora, di una passione non commentabile. Questione di Dna. La fibra delle tradizioni. “Il Genoa è il Genoa, dà emozioni particolari”. La tuta rossoblù una seconda pelle. Campione in disponibilità e non solo coi giovani che ronzavano intorno. “Pronto, Sidio, puoi andare a rappresentarci?”. “Dove e quando, io ci sarò”.