Ravanelli: "Scudetto Juve? Non può competere con Napoli, Inter e Milan". Poi cita Maldini, Del Piero e Totti
Ai microfoni di Dribbling, Fabrizio Ravanelli ha parlato della sua visione di questa stagione in Serie A: "Milan e Inter si contenderanno lo scudetto fino alla fine. Sono convinto che Chivu stia facendo un gran lavoro, Allegri gode di tutta la mia stima perché e’ uno dei maggiori talenti che abbiamo in Italia". Impossibile non parlare della "sua" Juve: "Alla Juventus serve tempo, ad oggi non è in grado di competere con squadre come Napoli, Inter e Milan. Bisogna dare la possibilità a Comolli e a tutti i dirigenti di lavorare serenamente. Per la lotta allo scudetto credo ci vorra’ qualche anno. Ho conosciuto Comolli e mi ha dato l’impressione di avere quella conpetenza necessaria per far crescere il club". E poi una critica al sistema calcistico italiano: "In Italia ci sono tanti talenti che non giocano a causa di situazioni preferenziali a scapito di chi meriterebbe. Serve più professionalità, allenatori all’altezza della situazione soprattutto nelle scuole calcio e nei settori giovanili. Per crescere e’ fondamentale avere un maestro che sappia insegnare l’attivita’ di base".
Le parole di Ravanelli
Ravanelli ha poi parlato dell sua carriera da calciatore: "Ho ricordi indelebili, come il gol nella finale di Champions del '96 ma anche i due gol al Parma per la vittoria dello scudetto della Juve, i tre gol al mio esordio nel campionato inglese contro il Liverpool". La finale contro l'Ajax rimane nel suo cuore: "La vittoria della Champions è stata la mia più grande emozione come giocatore". Ma non è andato sempre tutto rose e fiori: "Tra i rimpianti c'è quello di aver lasciato la Juve e non aver giocato la Coppa Intercontinentale. È stato un errore che non mi perdono. Un peccato è stato ammalarmi prima del Mondiale del ’98 in Francia". Infine un discorso sulle bandiere all'interno dei club: "Per una squadra è una vera fortuna avere qualcuno con carisma e una grande storia, come è stato Maldini nel Milan. Avere dirigenti cosi importanti è uno straordinario vantaggio. Un nome come Maldini, Del Piero, Totti, per esempio rappresentano le personalità giuste non solo per da un punto di vista commerciale ma anche per poter attirare i top player".