Testata a un giovane del Roma City sotto gli occhi dell'arbitro, ma niente espulsione
Continua a far discutere il grave episodio di violenza verificatosi dopo appena tre minuti di gioco nella partita del campionato di Eccellenza disputata lo scorso 2 novembre tra il Maccarese e il Roma City, valida per la 9ª giornata e terminata con il risultato di 2-2, grazie al definitivo pareggio dei padroni di casa nel finale. Protagonista in negativo è stato il calciatore del Maccarese, Andracchio, che al 3’ del primo tempo ha rifilato, a gioco fermo, una testata alle tempie del giovanissimo difensore ospite Petraglia (un 2008), costretto poi a ricorrere alle cure dei medici. Dopo aver temuto il peggio, il giocatore ha potuto continuare la partita, ma solo con una fasciatura alla testa per contenere una vistosa ferita sopracciliare, scongiurando fortunatamente danni o lesioni più gravi.
ARBITRO E CONDOTTA ANTISPORTIVA - Ad aggravare il deprecabile gesto di violenza è stato il fatto che l’aggressione, gratuita e ingiustificabile, è avvenuta sotto gli occhi dell’arbitro Cavasso, che tuttavia ha sanzionato l’episodio incredibilmente soltanto con un cartellino giallo, anziché con l’espulsione. L’episodio ha suscitato le proteste della società del Roma City ed è stato oggetto di analisi e discussione durante l’incontro settimanale tra arbitri, allenatori e capitani delle squadre di Eccellenza e Promozione.
LE PAROLE DEL PRESIDENTE STAZI - Chiare e inequivocabili, nella circostanza, anche le parole del presidente del CRA Lazio, Daniele Stazi, al quale non sono sfuggite le immagini forti ed eloquenti dell’aggressione, né il rischio che il giocatore colpito potesse subire danni gravissimi. Un’evenienza, quest’ultima, stigmatizzata prontamente dal club e dai familiari dei calciatori del Roma City, non solo da quelli del ragazzo vittima dell’increscioso episodio.