Palmese, sette giorni d'inferno e rischio caos. Dopo una sola gara, via anche Rogazzo e Corsale

Il club rossonero non trova pace. Dopo l'addio dell'ex collaboratore di Cannavaro,  i tifosi chiedono a gran voce il ritorno di Grimaldi. L'amarezza di Di Costanzo che s'è fatto da parte dopo aver pagato colpe non sue
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PALMA CAMPANIA - (Luigi Alfano) Sette giorni da ricordare. Nella maniera più clamorosa possibile, la Palmese si è fatta male da sola. E’ riuscita a precipitare nell’infermo. E adesso deve trovare il modo di ritornare a galla prima che sia troppo tardi e venga inghiottita dai suoi errori e orrori intestini. In principio fu Nello di Costanzo, in piena estate. Era sembrata una scelta saggia. Un ritorno importante e gradito , per gestire un anno difficile senza stadio e per programmare un grande futuro. Fece seguito una campagna acquisti discutibile e via via Di Costanzo era stato “bollito””. Tanti pareggi. Una sola vittoria a Cassino. Brutta sconfitta a Tertenia in Sardegna contro il Sarrabus. E pareggio ignominioso col Monterotondo in casa. Di Costanzo incolpevole ma licenziato. La piazza aveva reclamato a viva voce il ritorno di Teore Grimali, alfiere dei due ultimi grandi campionati. Invece la lotta interna alla società aveva partorito un’altra scelta incredibile: Rogazzo. Ex collaboratore di Fabio Cannavaro. Celebrato ma senza un curriculum adatto. Sgradito a tutti, insomma. Tanto è che dopo la unica partita, perduta malamente domenica scorsa a Roma contro la Lodigiani, ha precipitosamente salutato. Sia lui che il ds Raffaele Corsale, altra figura mai digerita a Palma Campania. Hanno preferito lasciare la barca e al di là delle parole di convenienza di loro non resta quasi nulla.

SOLUZIONE - E adesso? Adesso la Palmese in piena zona retrocessione sta sui carboni ardenti. Il presidente Mario Russo che tenta di mediare tra dirigenti divisi. Il socio più “pesante” Franco Prisco chiamato a ricucire. Una storia terribilmente difficile. Con il popolo palmese che riprende l’agitazione. Vorrebbe a tutta forza Teore Grimaldi che non è libero alla Sarnese ma è smaccatamente un “tifoso” della Palmese. Se l’è cucita sul cuore e la porta dentro senza farne mistero. «Allenare la Palmese è una sensazione unica – disse in estate prima di andare alla Sarnese – auguro a chiunque voglia fare l’allenatore in Campania di sedersi una domenica sulla panchina rossonera. C’è un’aria che non vi so spiegare. Ti prende. Diventi tifoso. Leggi nel volto della gente un amore che non ha eguali.  Io prima o poi ci voglio tornare. E’ la mia squadra del cuore». Solo col cuore, ovviamente, non si può fare nulla. Occorrerebbe adesso qualcosa di particolare e di speciale per farlo tornare. Serve una pacificazione generale. Serve mettere l’orgoglio fda parte e riconoscere tanti errori. Bisogna che TUTTI i soci si abbraccino e stringano un patto di ferro con Mario Russo e Franco Prisco.

DI COSTANZO SIGNORE - Il popolo è in fermento. Attende uno sviluppo positivo. Che pure Nello Di Costanzo, da signore quale è, ammette senza riserve. «Alla Palmese voglio bene - dice - ci sono rimasto male per l’esonero ma resto legato a Palma Campania. Non ho particolari rapporti con GRmaldi, ma negli ultimi due campionati ha dimostrato di fare bene e ha lasciato un grande segno. Spero tanto che la decisione qualunque sia porti la Palmese in salvo». Dunque? Non resta che attendere. La partita di domenica col Valmontonte è uno scoglio pericoloso e arduo. Ci vuole compattezza. La gente di Palma soffia. Spinge il vento verso Grimaldi. Vuole tornare a sorridere. Ad applaudire la bandiere che sventola da 111 anni. 


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