Ricordate Campioni il sogno? Tutti i segreti e i retroscena: "Così conquistammo l'Italia"

L'allora telecronista De Maggio racconta un fenomeno di costume incredibile: "Il momento in cui cambiò tutto? Quando la domenica andammo in diretta". Ecco cosa non sapete e cosa (forse) avevate rimosso
Chiara Zucchelli
7 min

Ventuno anni fa l'Italia e la Serie A erano il regno dei sogni. Non c'era (ancora) Calciopoli, Marcello Lippi non aveva vinto il Mondiale e "non era più domenica", per citare Cesare Cremonini, visto che Roberto Baggio aveva appena smesso. I calciatori  - e le veline - erano sulle copertine costantemente: Vieri e Inzaghi facevano faville a Formentera mentre Francesco Totti stava per chiedere a Ilary Blasi di sposarlo. C'era però un gruppo di giovani, e neppure troppo forti, giocatori che iniziava a rubare la scena alle star più affermate. Erano i ragazzi di "Campioni - Il Sogno", il docu reality sul calcio che, partito in sordina, in due anni (il primo, soprattutto) arrivò a conquistare milioni di spettatori e gli stadi di tutta Italia."Sono passati 20 anni da questo reality sul calcio: per la prima volta le telecamere entravano così direttamente in uno spogliatoio. Era una cosa unica, mai si era visto così tanto il calcio dall'interno", racconta Valter De Maggio. Oggi è il direttore di Radio Kiss Kiss Napoli, all'epoca era la voce delle telecronache del Cervia.

Campioni, il sogno: chi erano la conduttrice e l'allenatore

Ilaria D'Amico, con Davide De Zan, alla conduzione, Ciccio Graziani in panchina (per la gioia e la gratitudine della Gialappa's Band), lui dietro al microfono a raccontare tutto. Un successo inaspettato forse anche per la stessa Mediaset: "All'inizio - dice ancora De Maggio - c'era solo una sintesi del match che andava in onda la domenica alle 19.15, poi si scelse la diretta della domenica mattina e cambiò tutto.  Ci fu un'esplosione di teenager, alla fine i ragazzi diventarono delle vere star, veramente fu un'esperienza bellissima. Ci siamo ritrovati dentro un fenomeno di costume incredibile". Tutta Italia tifava per il Cervia e i tre giocatori che venivano mandati in campo dal televoto, a discapito delle scelte di Graziani, erano scelti più per il loro fascino o la loro simpatia che per le qualità tecniche. "Il mio giocatore preferito? Sicuramente per una questione affettiva Diego Armando Maradona junior che lasciò il Genoa di Preziosi pur di arrivare al Cervia e giocarsi l'opportunità di un'esposizione mediatica importante. Per me l'arrivo di Diego fu molto bello. Se penso poi ad Alfieri, Aruta, Moschino, ce n'erano veramente tanti. Qualcuno lo sento ancora e poi una volta - ricorda De Maggio - ero in Calabria, a Isola Capo Rizzuto, e andai in un negozio a comprare una bottiglia di gin e il proprietario mi vide e... era De Micco del Cervia. Ci siamo ritrovati ed è stato bellissimo. Arrieta arrivò in B con il Lecce e forse avrebbe potuto anche fare qualcosa in più, ma in assoluto il percorso più naturale sarebbe stato quello di Maradona. Se non avesse fatto "Campioni - Il sogno" sarebbe arrivato quantomeno in B". Sarebbe, avrebbe... Cosa ne è stato dei ragazzi di Campioni? Chiamarono in 90mila, tra i provinati persino Ciccio Caputo, in 41 arrivarono in ritiro, furono scelti in 24. Che, appunto, divennero delle star assolute. Non erano forti ma erano veri, genuini. E questo conquistò il pubblico.

Perché venne chiuso Campioni

Forse pure troppo: ufficialmente il programma venne chiuso per i costi alti e perché nella seconda edizione lo share non era alto come il primo (ma erano dati che oggi sarebbero considerati folli). Ma, secondo indiscrezioni, arrivarono pressioni perché gli sconosciuti del Cervia tiravano più di calciatori famosi che costavano milioni di euro e questo non era accettabile. La verità non la sapremo mai e magari è pure giusto così.

Cosa fanno e dove vivono i protagonisti di Campioni

Ma chi erano i protagonisti del reality? Tra loro c'era Gullo, che raccontava di aver marcato Del Piero e fatto un tunnel a Gattuso: falso, ovviamente. Ma non c'erano i social e le fake news avevano vita più facile. C'era, appunto, Diego Armando Maradona junior, con il suo talento, soprattutto su punizione, ma soprattutto la sua storia. C'erano i belli del gruppo, come Alfieri, Apicerni e Conversano, che infatti poi finirono a fare i tronisti da Maria De Filippi, tutti con un discreto successo. C'era Aruta, che sul trono sarebbe finito qualche anno più tardi (quello over) e cambiò 30 squadre in carriera. C'era Arrieta, il più bravo. Chi vinceva il reality poteva contare su una possibilità in ritiro con Inter, Juve e Milan: l'unico che, davvero, riuscì a fare qualcosa fu proprio Arrieta: americano, portoricano con passaporto italiano, arrivò in B con il Lecce prima di una discreta carriera nelle leghe americane. Era bello e bravo ed era pure fidanzato con Sabrina Ghio, oggi influencer e all'epoca ballerina di "Amici". Il mix perfetto per esplodere. E conquistare tutti, facendo dimenticare pure una bestemmia in diretta. E oggi? Cosa fanno i "Campioni?". Non tutti sono sui social, ma qualcosa si sa: Aruta ha giocato fino a cinquant’anni, e oltre a "Uomini e Donne" ha partecipato al “Grande Fratello” e a “Temptation Island”. Moschino aprì un negozio di abbigliamento a Napoli e ora pare viva in Texas, Paesani vive a Manaus, dove gestisce un autonoleggio, Alfieri lavora come assistente regista televisivo e imprenditore. Ebbe una figlia, Asia, dalla corteggiatrice Martina Luciani e il suo trono è considerato uno dei migliori di Maria De Filippi. Apicerni studiò recitazione e fece la comparsa in “Vita Smeralda”, di Jerry Calà: oggi fa il postino, naturalmente in tv. Missiroli è un architetto che si è inventato “Dedalo”, il labirinto di mais più grande d’Europa, mentre Gullo è attivo sui social e si vede anche in alcune tv del Nord. Per la cronaca: Del Piero è sempre il suo idolo. Stai a vedere che, alla fine, lo marcò davvero senza fargli toccare palla?

 

 

 


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