Il calcio europeo sfida Infantino

Leggi il commento alla possibile riforma studiata da diverse componenti del calcio europeo

Pippo Russo
Pippo Russo

4 min

Pubblicato il 03.12.2025, 08:49

Tutti uniti per una causa comune, anzi due. Nella giornata di lunedì le diverse componenti del calcio europeo hanno firmato un comunicato congiunto, nel quale annunciano di lavorare a una riforma delle regole sui trasferimenti internazionali dei calciatori; ciò che è la causa esplicita di questo allineamento fra soggetti che, altrimenti, se ne stanno più facilmente a litigare. Ma tra le righe del documento si intravede il riferimento al nemico comune: Gianni Infantino, il presidente che ha trasformato la Fifa da organizzazione-ombrello in organizzazione concorrente verso le sue periferie. È questo il senso del documento firmato da Uefa, European League (l’associazione delle leghe professionistiche continentali), European Football Clubs (l’associazione dei club ex ECA) e FIFPro Europe (la sezione continentale del sindacato mondiale dei calciatori). Tutti quanti uniti nel collaborare col Comitato per il Dialogo Sociale nel Calcio Professionistico della Commissione Europea. Obiettivo: riscrivere le regole in coerenza con gli effetti della sentenza emanata a ottobre 2024 dalla Corte di Giustizia Europea sul cosiddetto Caso Diarra.

Una sentenza emessa da un foro europeo, sulla base di un diritto alla libera circolazione che è anch’esso di matrice europea, ma che ha conseguenze sul sistema globale dei trasferimenti. Tanto più che, come si affrettano a precisare i soggetti firmatari, “l’Europa è il centro del mercato globale, facendo segnare circa il 90% delle risorse spese e la maggioranza dei trasferimento internazionali di calciatori”. Messaggio chiaro: la sentenza è europea, la quasi totalità del denaro speso viene dall’Europa, ergo, la riscrittura delle regole deve essere fatta con noi e non soltanto da Infantino. Datata 26 novembre 2025, la dichiarazione congiunta è stata resa nota nella giornata del 1° dicembre. E segna il più deciso tentativo di riprendersi una posizione di forza fatto segnare dal calcio europeo, rispetto al debordare del potere di Infantino. Che, dal canto suo, proprio sul Caso Diarra si trova sotto scacco. Ricordiamo che la sentenza associata all’ex calciatore di Real, Chelsea, Arsenal e PSG ha messo in mora l’articolo 17 del regolamento Fifa sullo status e i trasferimenti del calciatore. In particolare, con riferimento ai casi di rescissione unilaterale del contratto, a essere stato bocciato dalla Corte di Giustizia Europea è il principio secondo cui il club che acquisisce il calciatore debba partecipare al versamento di un indennizzo dovuto al club con cui era stato rescisso il contratto.

In conseguenza di questa controversia, Diarra ha presentato alla Fifa una richiesta di risarcimento da 65 milioni di euro. Una bella botta per Fifantino; che fin qui si è vantato soprattutto di essere un grande dispensatore di denaro, ma che in questo caso rischia una botta pesante alle finanze Fifa. Quanto agli interventi regolamentari proposti dai soggetti europei, essi riguardano l’aggiornamento dei meccanismi di solidarietà in favore dei club formatori, una più efficace tutela in materia di trasferimenti internazionali dei calciatori minorenni e il rafforzamento delle strutture nazionali per la risoluzione delle controversie. Punti in agenda che al momento rimangono vaghi, poiché il vero messaggio è che il calcio europeo si riorganizza per lanciare la controffensiva a Fifantino. Era abbondantemente ora che lo facesse.

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