Roma, si deve fare di più© ANSA

Roma, si deve fare di più

Leggi il commento del direttore del Corriere dello Sport - Stadio
Ivan Zazzaroni
3 min

Il Toro ha meritato il passaggio del turno, la Roma meriterebbe più attenzione da parte di chi deve e può renderla realmente competitiva. Più Roma insomma. Perché alla lunga le invenzioni di Gasperini non bastano. Pensate: sotto di un gol, ha cambiato due difensori con altrettanti difensori (in panca non aveva punte di ruolo, Dybala a parte) e trovato subito il pari di Hermoso. E di nuovo sotto, all’80’ ha buttato dentro un sedicenne (ci vuole tanta fantasia per mettere uno che si chiama Arena contro il Toro, ma a lui non fa difetto) che l’ha immediatamente premiato con il punto del 2-2. Una prodezza inutile e una bellissima favola interrottasi sul più bello, visto che nei minuti finali Ilkhan ha fatto tre per Baroni.

Soprattutto a gennaio, e con una classifica interessante in campionato, uno il pensiero lo rilancia, osservando quel che sta succedendo. Giacomo Raspadori, 26 anni a febbraio, va all’Atalanta per 25 milioni (c’è l’obbligo di riscatto). Robinio Vaz, 19 anch’egli a febbraio, alla Roma per la stessa somma; Roma che a Raspadori era disposta a garantire solo il diritto.

L’Atalanta ha una parte di proprietà italiana, i Percassi, la Roma è tutta dei Friedkin che per il club hanno già tirato fuori la bellezza di 1 miliardo e 100 milioni. Dei benefattori.

È fin troppo evidente tuttavia la riluttanza dei presidenti stranieri a spendere per un giocatore di 26, 27 anni (che servirebbe maggiormente all’allenatore). Per un diciannovene con poche presenze tra i pro sono invece disposti al “sacrificio”, evidentemente perché se dovesse andar bene potrebbero rivenderlo guadagnandoci.

Ho l’impressione (...) che gli stranieri non “tifino” per le loro squadre e pensino soprattutto al trading. Non faccio mai i conti in tasca a chi paga, ma gente come Gasperini meriterebbe qualcosa in più.

Poca classe arbitrale

Sabato scorso il minishock prodotto da un like attribuito all’ex arbitro De Marco (attualmente incaricato dalla federcalcio di curare i rapporti con i club di serie A e B) a una frase pronunciata alla radio da Francesco Rutelli e ripresa da un sito laziale: «La Lazio non si fa rispettare nelle vicende arbitrali». Ops.

Due giorni dopo il rebus (frase: 7, 7): confezionato sul suo profilo social dal figlio del presidente dell’Aia Zappi, squalificato per 13 mesi, pure lui arbitro. Di facile soluzione: sopra, l’immagine di Marlon Brando ne Il Padrino; sotto, un riferimento a Gravina di Puglia. Uno più uno fa?

Non sono in grado di stabilire se i due gioiellini appartengano effettivamente a De Marco e Zappi jr.. Mi auguro che siano bufale, ma il solo dubbio (di tanti) che non lo siano descrive in maniera chiarissima la confusione, i malumori, le dinamiche pelose e le fragilità di un intero settore che avrebbe bisogno di stabilità, consapevolezza del ruolo e serenità al proprio interno. Non di creativi.


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