Var e step on foot, la proposta a Lega, Aia e Figc per ridurre le incoerenze© ANSA

Var e step on foot, la proposta a Lega, Aia e Figc per ridurre le incoerenze

La nota chiede l'introduzione di criteri relativi a timing ed effetto inerziale
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Gli scriventi Adriano Bacconi, match analyst, e Erich Grimaldi, avvocato, con la presente nota, propongono un criterio operativo semplice per rendere omogenea la valutazione dei contatti sul piede dell’avversario, comunemente definiti step on foot, con particolare riferimento ai casi in cui il contatto si verifica dopo la conclusione della giocata e deriva dalla normale inerzia del movimento. Gli scriventi, per effetto inerziale, intendono un contatto conseguente al completamento inevitabile di un gesto già avviato, che interviene quando l’attaccante ha già concluso l’azione tecnica e non altera in modo apprezzabile la giocata, la giocabilità del pallone o l’impatto funzionale su una seconda azione utile.

In questi casi, il replay tende ad amplificare un evento fisico residuale trasformandolo, talvolta, in una sanzione decisiva e sproporzionata come il calcio di rigore, con conseguente disallineamento tra percezione del gioco e decisione arbitrale.

Il criterio proposto è il seguente.

Il primo discrimine deve essere temporale e funzionale.

Se il contatto sul piede avviene prima o durante la giocata e la condiziona, perché incide su equilibrio, libertà di movimento o possibilità di giocare il pallone, l’infrazione è punibile.

Se il contatto avviene dopo che la giocata è compiuta e non produce impatto funzionale su una seconda azione utile, va qualificato come contatto inerziale non rilevante e non deve essere punito.

Restano sempre punibili, anche se successivi alla giocata, i contatti che presentano rischio concreto per l’incolumità o che risultano chiaramente intenzionali.

Questa impostazione non riduce la tutela degli attaccanti e non “perdona” interventi pericolosi. La stessa, invece, è utile a separare ciò che cambia davvero l’azione da ciò che è una conseguenza fisica inevitabile, evitando che episodi senza incidenza diventino determinanti solo perché avvengono in area o perché il fermo immagine rende tutto più drammatico di quanto sia in campo. Il vantaggio, pertanto, sarebbe duplice.

Sul piano tecnico, diminuirebbero interventi VAR non percepiti come correzioni di errori evidenti e aumenterebbero prevedibilità e uniformità. Sul piano del “prodotto”, si ridurrebbe, invece, l’erosione di fiducia che porta il tifoso medio a vivere la revisione come una lotteria, con effetti negativi su coinvolgimento, audience e reputazione del campionato. Gli scriventi, nella qualità, pertanto, chiedono:

 - che AIA e CAN valutino l’adozione di una linea guida interpretativa nazionale centrata su timing, impatto funzionale e rischio, con conseguente inserimento nei materiali formativi e nelle istruzioni operative VAR.

- che la Lega Serie A sostenga un percorso di standardizzazione che rafforzi coerenza, credibilità tecnica, fruibilità, valore commerciale e qualità del campionato come prodotto, riducendo la percezione di arbitrarietà che allontana parte del pubblico e alimenta polemiche sistemiche dei media.

- che la FIGC, se ritenuto opportuno, consideri un eventuale passaggio successivo nelle sedi internazionali competenti, fermo restando che un orientamento nazionale chiaro produrrebbe già un effetto immediato. Gli scriventi allegano una bozza discorsiva di integrazione interpretativa relativa alla Regola 12 sul contatto sul piede e uno schema decisionale sintetico per la sala VAR, stilato proprio per riconoscere e trattare correttamente i contatti a effetto inerziale. Gli scriventi restano a disposizione per un confronto tecnico con i referenti del Settore Tecnico e della CAN al fine di contribuire, in modo costruttivo, all’integrazione interpretativa della regola.


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