Fenomeno Palmese: festa grande con mago Grimaldi

Fenomeno Palmese: festa grande con mago Grimaldi

Da quando è tornato in panchina la squadra vola con un ritmo da playoff. Salvezza più vicina. Ma ora i rinforzi. Il tecnico rossonero: «Un paio di ritocchi per essere ancora più competitivi. Altrimenti allenerò questo gruppo che è già fantastico»
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PALMA CAMPANIA - (Luigi Alfano) Una festa clamorosa. Dopo la vittoria con l’Albalnga, la Palmese è per la prina volta fuori dall’inferno dei play out. Terza in classifica da quando c’è Teore Sossio Grimaldi che si è presa la scena per la terza volta. Lo fece nel 2022-2023 con un girone di ritorno strabiliante. Lo fece l’anno scorso e lo sta rifacendo quest’anno, dopo che era stato costretto ad andare col cuore in gola alla Sarnese. Ma è ritornato. A furor di popolo. Si è ripreso la sua Palmese. Portandola pian piano in alto, quando oramai tutti disperavano che potesse succedere ancora. E stavolta sta entusiasmando veramente tutti. Ha rivoluzionato la squadra costruita male in estate. Con un budget mensile inferiore. Con pedine scelte. Virgilio, Calemme, Allegra, Puntoriere, Modesti e pochi giorni fa l’equadoregno Mendoza preso dal Lecco anche con bonus economici. Un vero profeta, Grimaldi. Che la domenica entusiasma e tiene il popolo tutto dalla sua parte. «Sono tornato per amore - dice senza farsi pregare - qui mi sento importante e amato. La Palmese è la mia famiglia. Vivo ogni giornata a 300 all’ora. Sono felice di aver subito creato uno spogliatoio come volevo. Non ci sono prime donne. Ognuno ci mette il cuore. E questa gente di Palma Campana sono il nostro giocatore più forte. In Campania non c’è niente di simile. Sono impagabili. Ti danno amore, affetto. Li sento addosso uno per uno. Mi chiamano al telefono. E’ fantastico, credetemi». Nessuno sa dire perché questo allenatore non sia stabilmente tra i professionisti. Anzi, il vero motivo lo conoscono tutti. Non ha una scuderia. Non appartiene a nessuno. Si gestisce da solo. Fa politica a Frattamaggiore dove è consigliere comunale da tempo. E non si piega. Un carattere forte. Particolare. Sanguigno. Che prima o poi arriverà in alto. Perché capisce di calcio. Nello spogliatoio è padre e mastino. Da ognuno vuole il massimo. E alla società non lo manda a dire. «Volevo e voglio qualche altro piccolo rinforzo  - continua - qui se uno prende il raffreddore perdiamo tutto il lavoro. Non faccio il dirigente. Ma se possono mi diano ancora uno/due giocatori. Uno a metà campo e un under. Se non vogliono, è tutto chiaro. Alleno questi qui che per me sono campioni come uomini e giocatori attenti. Me li avevano promessi. Non farò mai storie. Ma la verità è questa. Le partire che restano saranno tutte battaglie. Non abbiamo fatto nulla ancora. Anzi, adesso ci aspettano tutti con gli occhi aperti». E lo aspettano veramente. Da quando c’è lui la Palmese è terza in classifica. Dietro solo a Scafatese e Lodigiani. Una magia, quella di Teore Grimaldi. Scontroso e sempre accigliato. Un grandissimo allenatore tagliato su misura per la Palmese. E con un sogno nel cuore: portarla l’anno prossimo in serie C. Con lo stadio nuovo che sarà pronto, Grimaldi pensa in grande. Ha lasciato un contratto comodo con la Sarnese perché non voleva mai andarsene. Ora è ritornato e la sta rifacendo grande. Tutto chiaro, mentre inotorno vengono fuori notizie contrastanti. Il Vice presidente Luca Cassese si è dimesso per via di due giocatori mandati indietro. La società ha accusato botta e tenta di far passare la nottata. Qualche ultimo acquisto non arriva. Ma lui non molla. La Palmese è la sua “missione”. Da tifoso e allenatore mantiene da solo la piazza. Una storia bellissima. Un uomo da battaglia. Con il popolo palmese interamente al suo fianco,

 


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