Retroscena Superlega, cosa c'è davvero dietro l'accordo tra Uefa e Real Madrid
È un armistizio, più che un accordo. Quello siglato due giorni fa tra il Real Madrid e l’Uefa, dopo mesi di azioni legali minacciate e per certi versi già avviate, scrive la parola fine sulla diatriba che avrebbe contrapposto l’organismo che organizza il calcio europeo e il suo attore più grande, ricco e ingombrante. Ma attenzione a sostenere che la svolta annienta ogni tentativo di stravolgere il futuro delle competizioni. Le pistole sono lì, sul tavolo, ed è come se le parti le avessero deposte giusto in tempo per evitare una battaglia dolorosa per tutti; soprattutto per l’Uefa, alla luce delle varie sentenze - dalla Corte di Giustizia Ue a scendere - che hanno messo nero su bianco l’abuso di potere dominante di Nyon. Florentino Perez in un primo momento aveva paventato una richiesta di risarcimento da 4,5 miliardi.
Il futuro della Superlega: cosa sappiamo
La Superlega è morta, certo, ma non da ieri. Non c’è più nella versione che ad aprile 2021 squarciò gli equilibri continentali con il tentativo dei 12 club di mettere in piedi una competizione autonoma, coi criteri di accesso stabiliti per blasone anziché per meritocrazia. La società A22 si è infatti già reinventata, prima proponendo una versione più aperta del torneo, con promozioni e retrocessioni, poi continuando a promuovere dialoghi intensi sia con i club sia con l’Uefa stessa, spostando il focus sulla gestione delle risorse economiche delle coppe. Vincere in tribunale, insomma, non avrà generato la Superlega come torneo in senso stretto, ma ha permesso ai ribelli di posizionarsi sulla scacchiera politica, in qualche modo facendo dire loro "esistiamo e adesso dovete fare i conti pure con noi". «Dopo mesi di discussioni, cui ha preso parte anche l’associazione dei club europei di calcio (Efc), è stato raggiunto un accordo di principio tra l’Uefa, il Real e la stessa Efc», recita la nota congiunta. A22 non viene citata nel comunicato, eppure al tavolo avrebbe partecipato.
La strategia
L’accordo «servirà anche a risolvere le controversie legali sulla Superlega» ed è stato stilato «con particolare attenzione alla sostenibilità a lungo termine dei club e al miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia». Proprio quest’ultimo punto risultava essere il vero oggetto del contendere: un anno fa A22 ha infatti proposto “Unify”, una piattaforma per vedere le partite in streaming senza costi per gli utenti, moltiplicando gli introiti pubblicitari. La gestione dei diritti televisivi, si sa, è il vero Eldorado dei ricavi. E l’Uefa ha già consegnato ai club la gestione dei diritti delle competizioni tramite la joint venture UC3, comprendendo come la nuova direzione commerciale vada assecondata più che combattuta. Oggi si potrebbe quasi affermare come il progetto Superlega fosse, in realtà, solo un più ampio tentativo, da parte dei grandi club capeggiati da Real Madrid e Barcellona, di controllare il calcio. Le spagnole sono entrambe rientrate nell'EFC guidata da Al-Khelaifi, il numero uno del Psg che con Agnelli ideò la fuga in avanti della Superlega nel 2021 prima di ritirarsi al momento del dunque. E se con l'accordo Uefa-Real si fosse davvero chiuso il cerchio? Se nel triennio 2024-27 la confederazione europea ha ottenuto 4,4 miliardi di ricavi, col nuovo bando verranno superati i 6. Nella strategia per il ciclo 2027-33, non a caso, si è sempre parlato di «pacchetti innovativi sfruttando dati e tecnologie».
