L’Italia sparisce dai radar: il ranking Uefa crolla a picco. Ecco il report che spiega il disastro

Fuori dalla Champions agli ottavi: dal 2003 è la settima volta che accade. Dominano Liga e Premier League: tutti i numeri
Giulia Mazzi
4 min

Puntuale si riapre il processo al calcio italiano. All’indomani della batosta subita dall’Atalanta per mano della corazzata Bayern Monaco, un verdetto emerge con la chiarezza e la freddezza della cronaca: nessuna squadra di Serie A si è qualificata ai quarti di finale di Champions League. La squadra di Palladino non può portare da sola tutte le colpe, per carità, semmai ha qualche merito: quello di aver risparmiato al calcio italiano un turno in più da seguire sul divano, grazie alla quasi miracolosa rimonta a spese del Borussia Dortmund nella fase playoff. Altrimenti agli ottavi non avremmo avuto nessun alfiere tricolore: un evento che non si è mai verificato nella storia della Champions moderna, che ha sempre visto almeno un’italiana protagonista. 

Numeri impietosi per l'Italia

Scongiurato il pericolo, ma non la figuraccia di livello nazionale. E come se non bastasse, non è nemmeno la prima volta: a partire dal 2003, per ben sette volte nessun club di Serie A è entrato nelle migliori otto della Champions. Un trend preoccupante che sembra consolidarsi sempre più nel tempo. Prendiamo in esame gli ultimi vent’anni: nel 2008-2009 la mancata qualificazione rappresentava un unicum, tra la vittoria del trofeo da parte del Milan nel 2006-2007 e il Triplete interista del 2009-2010, senza considerare che rossoneri e nerazzurri, insieme alla Juventus, portarono a tre le squadre qualificate ai quarti per due edizioni di fila, nel 2005 e nel 2006. Un’impresa riuscita solo un’altra volta, nella stagione 2022-23: ma quell’anno, con la Roma in finale di Europa League e la Fiorentina in Conference (entrambe poi perse, ma questa è un’altra storia), rappresentò l’eccezione. L’Italia veniva da ben due mancate qualificazioni ai quarti della maggiore competizione europea di fila, l’attendeva una stagione di altrettante delusioni.  

Il ranking Uefa

A proposito di delusioni. La precoce eliminazione dalla Champions ha anche ulteriori implicazioni che vanno ben oltre l’orgoglio personale o nazionale. E impattano direttamente sul ranking Uefa. Dopo la sconfitta dell’Atalanta, l’Italia è scivolata al quinto posto della classifica stagionale: raggiungere il quinto posto extra in Champions diventa così al limite del miracoloso. Superati anche dal Portogallo, forte dei successi di Sporting (in Champions) e Braga (Europa League), il distacco con le federazioni di vertice è diventato una voragine. Soltanto considerando la maggiore delle competizioni europee per club, l’Inghilterra porta ai quarti due squadre su sei, la Spagna ben tre. Possibile il derby in finale ma non nello scenario più probabile: secondo le previsioni Opta, l’Arsenal ha già il biglietto per Budapest in tasca, seguita a ruota da Bayern Monaco e, più staccato, Barcellona. I campioni in carica del Psg invece sono visti in finale solo con l’11,87% delle probabilità, poco di più rispetto a quelle di Liverpool e Real Madrid. 
Per capire le colpe, o i meriti, di un predominio sempre più a marca inglese e spagnola, il processo è dunque aperto: c’è chi parla di troppa tattica nei vivai, chi vede nella crisi della Serie A uno specchio di quella della Nazionale, e chi ancora parla di giocatori italiani sottoimpiegati e di troppi progetti a breve termine. L’ultimo report Cies si è concentrato su quest’ultimo aspetto: ben sei delle otto migliori d’Europa si trovano nelle prime 25 posizioni della classifica mondiale per indice di gestione della squadra a lungo termine, calcolato considerando la permanenza media dei giocatori, l’età di reclutamento (esclusi i giocatori cresciuti nel vivaio) e la durata del contratto. Le italiane? La prima a comparire in classifica è la Lazio, 37ª. 


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