Figc, Malagò e le partite parallele: i nomi e le trattative in corso

La fuga in avanti della Serie A, i nomi e le trattative nelle componenti
Giorgio Marota
3 min

Chi teme che la traversata di Malagò sia più complessa del previsto, inizia a sussurrare che forse l’endorsement di De Laurentiis nei confronti dell’ex n.1 del Coni due giorni dopo Bosnia-Italia non sia stata una mossa saggia. Per alcuni sono solo sterili preoccupazioni. ADL, in qualsiasi caso, ha scoperto le carte con largo anticipo e la Serie A questa partita deve giocarla da qui al 13 maggio, data ultima per presentare le candidature. Malagò è stato scelto dalle big per il nuovo corso federale, in cui Via Rosellini vuole riposizionarsi al centro di tutte le mappe andando in fondo alle questioni in sospeso col governo: dalla fiscalità di vantaggio al prelievo sulle scommesse, fino alla cancellazione del divieto di pubblicità del betting. Noi trainiamo economicamente il sistema, noi dettiamo la linea: è una sintesi spietata (soprattutto in un calcio da salvare di sistema), eppure efficace. D’altra parte, Malagò è un nome divisivo a Palazzo Chigi, ma non per questo ininfluente.

I numeri e le possibili fughe

In qualsiasi caso, giocando da soli si resterebbe in minoranza. Numeri alla mano, alla A non basterebbe neppure il sostegno di Serie B e Lega Pro, quest’ultima negli ultimi anni più vicina alle posizioni della LND: il professionismo, messo insieme, fa il 36% dei consensi e la sola Lega Dilettanti vale il 34%, anche se poi nella cabina elettorale votano concretamente i delegati, coi quali Malagò ha tanti rapporti. Va detto che senza LND e componenti tecniche (20% calciatori, 10% allenatori), che di solito si compattano tra loro, questo mondo non si governa. Così se dopodomani Malagò dovesse ottenere il via libera dalla A - si arriverà al voto in assemblea solo se i sostenitori fossero almeno 17 o 18, altrimenti si resterà sul piano delle riflessioni - poi avvierebbe delle azioni per coinvolgere le altre anime, al momento infastidite dalla fuga in avanti dei presidenti del massimo campionato. Mentre la A raccoglieva le firme, gli altri non sono rimasti a guardare e da giorni tentano di costruire un’alternativa forte, anche nel caso in cui questa dovesse servire solo in un gioco di contrappesi per far valere i propri voti. I nomi di Albertini e Tommasi circolano con insistenza, mentre Malagò, a proposito di ex calciatori, riporterebbe nei settori tecnici della Figc Maldini o Costacurta. Abete scenderebbe in campo in prima persona solo se ci fosse un clima di unità attorno alla sua figura, sentimento che comunque sta predicando a prescindere dai nomi per non dare all’esterno l’immagine di un calcio più diviso di quello che già è.


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