Nuovo presidente Figc, Buonfiglio rivela: "Tante pressioni per il commissariamento ma...

Le dichiarazioni rilasciate dal numero uno del CONI a poco più di due mesi dall'elezione del successore di Gabriele Gravina
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A poco più di due mesi dalle elezioni del nuovo presidente della Figc, va configurandosi il quadro dei possibili candidati, non senza veleni e polemiche. Ne è consapevole anche il numero uno del CONI, Luciano Buonfiglio, protagonista sul palco dell'evento "Il Foglio a San Siro".

Caos Figc, Buonfiglio ammette: "Ho ricevuto diverse pressioni per commissariare la Federcalcio..."

In molti, conferma Buonfiglio, hanno spinto in direzione commissariamento. Al momento, però, non vi sono i presupposti per tale soluzione: "Ho ricevuto diverse pressioni per commissariare la Federcalcio, ma se non siamo legittimati a farlo non lo facciamo", ha subito sottolineato il presidente del CONI. "Il CONI - ha continuato - rappresenta oltre 115mila società, è una componente importante della nostra vita economica, sociale e sportiva. Quindi è necessario mantenere il giusto equilibrio ed essere rispettati. La nostra presenza sul territorio deve servire alla politica per fare delle scelte giuste, quindi dobbiamo svolgere bene il nostro ruolo".

Nuovo presidente Figc, Buonfiglio: "Abete o Malagò? Fare il tifo sarebbe l'errore più grande"

Sul possibile successore di Gabriele Gravina, invece, il presidente Buonfiglio non intende sbilanciarsi: "Abete o Malagò? Sarebbe l'errore più grande fare il tifo, il Coni è la garanzia dello sport italiano e monitora, auspica e quando viene chiamato in causa risponde. Io faccio il tifo perchè le componenti riescano ad eleggere un presidente e che questi abbia una squadra con un programma condiviso e realizzabile".

Buonfiglio: "La Figc è un mondo complesso"

Buonfiglio ha poi proseguito: "La FIGC è un mondo molto complesso, a cui dico di lavorare bene perché è bello vivere le emozioni di quando si vince un Mondiale. So cosa vuol dire e auguro con tutto il cuore a chi prenderà in mano la federazione di iniziare un percorso. Dalla sera alla mattina non cambia nulla, ma nel giro di 4/5/6 anni può cambiare qualcosa. Il mondo del calcio è rappresentato dalle leghe, dai tecnici, dagli arbitri, ci sono migliaia di club dalla base. Ciò che serve sono anche modelli da imitare. Quando vediamo i bambini di 7-8 anni scimmiottare esempi negativi veramente fa male".


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