© LAPRESSE L’ultima della politica: un ddl per il calcio
La politica non ha ancora rinunciato a mettere le mani su un calcio oggi più fragile che mai. Il senatore Marcheschi, responsabile sport di Fratelli d’Italia, sta redigendo un DDL che porterebbe prima di tutto a un commissario straordinario in carica per 2 anni e prorogabile fino a 3 (è il cavallo di battaglia di Lotito), evitando le elezioni Figc del 22 giugno. I tempi per questo intervento, va detto, sono piuttosto stretti e Malagò e Abete restano al momento i due candidati; soprattutto il primo, però, non sembra così gradito a una parte della maggioranza di governo.
L'idea della politica: cosa può accadere
Il disegno di legge intende superare i vincoli decisionali che la stessa politica ha in qualche modo “aggravato” dopo l’emendamento Mulè a favore della Serie A e attuare la revisione dei campionati e del sistema arbitrale, riforme che in ogni caso dovrebbero passare da un’assemblea. Nel DDL è prevista la destinazione di una quota tra il 15 e il 20% dei diritti tv ai club che fanno giocare gli under e a quelli coi bilanci in utile. Per ogni scommessa sugli eventi, tra l’altro, i concessionari del betting verserebbero alla Figc un contributo pari al 2% da destinare a vivai e impiantistica, al contrasto alla ludopatia, al calcio femminile e ai dilettanti: Gravina ha insistito molto sul punto, trovando un muro. Con le sanzioni dell’Agcom sulla pirateria audiovisiva verrebbe inoltre istituito un fondo per giovani e stadi. La riforma vorrebbe ridurre del 30% le aliquote per gli under e limitare i compensi degli agenti, fissando nuovi tetti; ad esempio, il 5% della retribuzione se paga l’atleta, il 7% se paga la società.
