Scandalo escort-calciatori Milano, fatta la copia dei cellulari sequestrati
È stata completata la copia forense che lunedì scorso ha portato agli arresti domiciliari quattro persone tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi
MILANO - È stata completata la copia forense dei cellulari sequestrati nell’indagine della Procura di Milano che lunedì scorso ha portato agli arresti domiciliari quattro persone tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e nel lavoro e che attraverso una agenzia che organizzava eventi, la Ma.De, avrebbero gestito anche un giro di escort per le serate milanesi di sportivi, in particolare di calciatori professionisti. Da quanto si è saputo l’esame del contenuto degli apparecchi si terrà con la forma dell’accertamento irripetibile dando così a tutti gli indagati - una decina in tutto - la possibilità di partecipare con un proprio consulente. E mentre i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza stanno dando la ‘caccia’ ai soldi, circa un milione e 200 mila euro, che si ritiene siano all’estero - sui conti in Lituania non è stato trovato nulla -, si sta procedendo a convocare le ragazze finite nel giro di prostituzione, tutte tra i 18 e i 20 anni. Tra loro anche studentesse, mantenute dai genitori, che avrebbero accettato il lavoro di ragazza immagine per guadagnare qualche soldo in più, arrotondando l’assegno mensile, per comprare una borsa di marca o un vestito. Le giovani, parecchie anche straniere, hanno confermato quanto una di loro ha denunciato: venivano reclutate per partecipare alle serate nei locali di lusso come accompagnatrici e che, quando veniva proposto da chi organizzava gli eventi un lavoro ‘extra’ loro accettavano. Del guadagno delle prestazioni le giovanissime si sarebbero accontentate di poco, in quanto la coppia Buttini-Ronchi tratteneva molto più del 50% dei soldi pagati dal calciatore o dallo sportivo di turno.