Bufera arbitri, ecco le accuse di Rocca che mettono nei guai Rocchi

La lettera dell'ex assistente: "Perché in Inter-Roma Gervasoni non 'bussa' ai Var per far assegnare il rigore netto?"
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MILANO - «Perché in Inter-Roma, Gervasoni supervisore di giornata non “bussa” ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto (...) errore grave, che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli?! Ma questo è solo un accenno. Da inizio stagione ne potrei raccontare tantissime, fra arbitri, assistenti e var e di casi simili o addirittura anche casi peggiori». Lo scriveva, nel maggio dello scorso anno, l’ex assistente arbitrale Domenico Rocca in una lettera indirizzata alla Commissione Arbitri Nazionale dell’Aia, annunciando che avrebbe denunciato una serie di casi alle «autorità federali, per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni, nonché alle competenti autorità ordinarie per valutare eventuali profili civilmente e penalmente rilevanti».

Tutte le accuse di Rocca

Esposto poi archiviato dalla giustizia sportiva, ma alla base dell’inchiesta della Procura di Milano che vede tra gli indagati per concorso in frode sportiva il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che sabato si è autosospeso, e il supervisore Var Andrea Gervasoni. Nella lettera Rocca, oltre a parlare di “mobbing” ai suoi danni e a citare casi in cui sarebbe stato punito e declassato nel suo lavoro di guardalinee con voti e valutazioni, fa riferimento soprattutto al famoso Udinese-Parma e alla relativa “bussata” di Rocchi in sala Var. Sui criteri di valutazione Rocca fa riferimento a casi di «arbitri che minacciano di morte giocatori, che vengono a contatto fisico con gli stessi, arbitri che insultano propri colleghi» e «rimangono in organico esclusivamente perché piacciono al designatore».


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