Il Coni fa scudo alla Figc: domani question time in Senato con Abodi
Commissariamento sì, commissariamento no: questo è il problema. Per ora l’ago della bilancia sembra pendere per il no, regole alla mano. La soluzione è nell’aria fin dalla sconfitta contro la Bosnia, ma è tornata in auge in maniera esplicita negli ultimi giorni, invocata dal governo e da una parte della politica alla luce dell’inchiesta sugli arbitri. Per ora no, dicevamo. A sbarrare la strada, come successe dopo la serataccia di Zenica, ci ha pensato il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio: «Sono fiero ma anche orgoglioso di rappresentare tutti gli organismi sportivi, quindi federazioni e discipline associate, enti di promozione e anche le benemerite. Al tempo stesso come li rappresento e cerco di sostenerli devo anche monitorare. Ma questo non vuol dire essere sceriffo. E non vuol dire nemmeno che io mi lascio influenzare da destra o da sinistra o da chi vuole parlare al posto mio, non esiste». Nessuna percorribilità, per il numero uno del Coni: «Io sono stato eletto per fare rispettare le regole, ma il primo che deve rispettare le regole sono io. Non so se è sufficiente. Quando ci sono stati i presupposti ho commissariato, oggi no». Sempre ieri, ma da una differente parte di Roma, il Ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, è andato via in dribbling a chi gli chiedeva di questioni di pallone: «Ogni cosa a suo tempo. I contenuti di cui mi devo occupare sono tanti, a volte sembra che il calcio sia tutto, ma c’è tutto il resto». Abodi è atteso domani dal question time in programma in Senato.
La parte del Governo
D’altra parte, continua il pressing da parte della maggioranza, che già nei giorni scorsi si era spesa chiedendo a gran voce la figura di un commissario. Lo ha ribadito ieri Paolo Marcheschi, senatore di Fratelli d’Italia, al termine della riunione dei capigruppo della Commissione Cultura del Senato, dove è all’esame la riforma del calcio e della Figc: «Abbiamo fatto le nostre riflessioni, non siamo così avventati da creare una riforma che faccia male al nostro calcio. Allora stesso tempo, il popolo che ci ha eletto ci chiede il commissariamento della Figc. Siamo sensibili alla questione: per quanto rimanga un gesto forte, possiamo valutare di ampliare i requisiti dell’azione da parte del Parlamento». Il senatore di FdI, firmatario del disegno di legge che tra le proposte di riforma inserisce anche il commissariamento per legge, non demorde: «Abbiamo definito una settimana per raccogliere i contributi di tutte le forze politiche, che siano atti propri o revisioni della bozza di settimana scorsa, sul testo per riformare il sistema calcistico. Se le sensibilità coincidono si potrebbe procedere con un testo unitario, altrimenti l’ipotesi è protocollare un testo di maggioranza e uno di opposizione».
Sul tema è intervenuto anche il presidente della Fipav, Giuseppe Manfredi: «All’interno di ogni movimento c’è la possibilità, a mio avviso, di rigenerarsi: basta volerlo. E avere un percorso particolare, perché non è vero che se un percorso va bene per la pallavolo possa andare bene anche per il calcio o per il tennis».
