Caso arbitri, perché la norma del “supervisore” potrebbe ridisegnare l’inchiesta su Rocchi e Gervasoni 

Un passaggio del “codice Var” potrebbe venire in aiuto al designatore che si è appena autosospeso
Edmondo Pinna
4 min

La norma che potrebbe ridisegnare l’inchiesta è inserita in un opuscolo di 32 pagine, tradotto dall’inglese dal Settore Tecnico dell’AIA. Si chiama «Manuale VAR/arbitro» ed è stato dato in dotazione a tutti quei direttori di gara abilitati ad entrare nelle stanze di Lissone, sia quelle dell’IBC Center di Lissone, sia quelle della palazzina di fianco dove sono i VOR di B (e dove Gervasoni non poteva essere il giorno di Salernitana-Modena, gara che gli viene contestata dal pm Ascione e sulla quale sarà ascoltato oggi nella caserma della Guardia di Finanza). Nella sezione 3, paragrafo 3 (Altri ufficiali VAR), è spiegata la funzione del «Osservatore VAR», ovvero il famigerato «supervisore». Ruolo che la scorsa stagione, quella sotto la lente della Procura di Milano, era svolto da Gervasoni e dal designatore in persona, Rocchi. Ebbene, fra i diritti e doveri c’è scritto anche che il supervisore non deve intervenire in processi decisionali «a meno che, in circostanze eccezionali, non vi sia un chiaro rischio di un’errata applicazione del protocollo VAR». quali siano i casi eccezionali non è specificato: non è possibile, allora, che la famosa “bussata” (tutta da dimostrare) di Rocchi ora o di Gervasoni in altre occasioni, a sentire i “de relato” di Abbattista e Rocca (che avrebbero riferito cose che avrebbero sentito altri) non siano altro che il prefigurarsi di «circostanze eccezionali», visto che magari i VAr stavano utilizzando una camera sbagliata per stabilire se fosse o meno rigore? E’ la funzione del Var support nelle gare internazionali importanti (tipo ai Mondiali), quando nel VOR ci sono VAR, AVAR, AVAR2 (che si occupa solo dei fuorigioco) e VAR support (addetto a che tutto il protocollo sia rispettato).

 

 

Solo arbitri

Fonti interne della Procura di Milano fanno sapere che Rocchi, a Milano, parlava «con un arbitro», per questo sarebbe stato escluso il coinvolgimento di dirigenti e società. In attesa di capire quali sono le carte in mano del pm Ascione, negli ambienti sportivi ci si chiede quale sia l’anomalia, visto che Rocchi, degli arbitri, è il designatore. Un po’ come se si trovasse anomalo che un farmacista parli con una casa farmaceutica. Certo, poi bisognerà capire il contenuto di quelle conversazioni. Vedremo.

Le designazioni

Proprio le designazioni sono al centro delle contestazioni rivolte a Rocchi, in particolare quelle per Bologna-Inter (Colombo, che gli inquirenti inquadrano come “gradito” all’Inter) e Milan-Inter, semifinale di coppa Italia (data a Doveri così da non poterlo poi designare ai nerazzurri per il resto della stagione). Le testimonianze non si limiterebbero solo alla trentina di persone ascoltate in Procura, fra i quali ci sarebbero proprio Colombo e Doveri. L’ipotesi (tutta da dimostrare) è che - se intercettazione c’è - ci siano audio e frasi «a strascico» da altre inchieste (quella sulle Curve di Milano, ad esempio, e la gestione dei parcheggi). Per questo motivo la situazione dell’inchiesta sarebbe stata definita «fluida«, cioè, in attesa di definizione. Resta però che il designatore nelle sue scelte deve garantire sempre il miglior arbitro per la partita scelta. Ed evitare di mandare un direttore di gara ad una squadra non è «favorire» ma «garantire» sia l’arbitro che la partita stessa.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio