Capello sui giovani dell'Italia: "Il Guardiolismo ci ha rovinati. Alla Roma pensavo che Aquilani fosse più bravo di De Rossi, poi..."

Il siparietto con Galliani su Calciopoli e le parole dell'ex allenatore sulla situazione del calcio italiano: l'analisi

Fabio Capello al “Global Launch of the 100’s” dell’European Golden Boy ha analizzato la situazione attuale del calcio italiano. Dall'ambiente creato per i giovani alla tattica pure: "Il Guardiolismo ci ha rovinati, abbiamo voluto copiare con giocatori non all’altezza", ha affermato l'ex allenatore. "Non abbiamo più insegnato a difendere e a parare. Col Guardiolismo abbiamo fatto il possesso palla che fa venire il latte alle ginocchia e annoia. Quando l’allenatore dice 'non perdiamo la palla' togli la personalità al giocatore che non rischia più. Ho visto City e Chelsea, davano la palla al portiere proprio all’ultimo momento. Noi dobbiamo fare questo cambio di mentalità, dobbiamo avere voglia di rischiare e giocare più in verticale. E senza tecnica non vai da nessuna parte".

Le parole di Capello

Capello è intervenuto anche su questa costante "paura" nel lanciare i giovani in Serie A: "I giovani li bruci se non li hai in squadra con te". L'ex allenatore ha poi ricordato un episodio risalente a quando era sulla panchina della Roma: "Avevo De Rossi e Aquilani che si allenavano con la prima squadra, pensavo Aquilani fosse più bravo di De Rossi. Giochiamo in Coppa Italia, metto Aquilani e gioca impaurito. Gli dico di giocare senza paura, di provarci. De Rossi invece giocava come in allenamento. Lui era pronto per giocare con la prima squadra". Seppure in casi molto più rari, qualche volta si vede anche in Serie A: "Averli vicini e avere la possibilità di metterli in campo, come l’Inter con Pio che ha capito che era pronto, è una cosa importante. La cosa più importante è che ci sia gente nello staff che capisca di calcio. Purtroppo ce ne sono pochi, sento parlare di algoritmi ma la cosa più vera è trovare colui che ha la visione per capire cosa serve a quella squadra".


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Capello contro le seconde squadre: "L'esperienza fatta fuori fa maturare"

A Capello viene anche chiesto se l'Italia sia il peggior Paese calcistico per un giovane: "Dipende dall’allenatore. Adesso si cerca di fare la seconda squadra, questo dà la possibilità ai giovani calciatori di fare esperienza in casa. Io credo che l’esperienza fatta fuori qualcosa in più ti dà. L’esperienza fatta fuori fa maturare. Cambi città, paese e abitudini, tutto questo aiuta per il futuro. Non sono molto d’accordo sulle seconde squadre per questo motivo. Chi va fuori è molto più maturo di chi rimane in casa. Non se ne vedono molti… tanti altri non sono riusciti ad esplodere".

"Abbiamo perso la capacità di giocare velocemente"

Capello prosegue criticando il modello delle seconde squadre: "Quando uno è nella seconda squadra di Juve, Inter e Milan qualcosa ti aspetti di più. Sono convinto che andrebbero allenati con la Prima Squadra, è un calcio più veloce e noi abbiamo perso la capacità di giocare velocemente. Se ti alleni con quelli del tuo livello rimani a quel livello. E non è un’esperienza positiva. Quando ho allenato Roma, Milan e Real c’erano fissi giocatori che si allenavano con la Prima Squadra e imparavano molto di più da quelli che sono più bravi, più avanti e più veloci. Così capisci l’ostacolo da superare".


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Galliani e Capello scherzano su Calciopoli: "L'unico caso del mondo con il terzo che arriva primo"

Al “Global Launch of the 100’s” dell’European Golden Boy, è intervenuto anche Adriano Galliani, che sul palco ha scherzato con Capello ricordando le loro esperienze passate, partendo dal percorso dell'allenatore in casa Milan: "Voi non ve lo ricordate, ma l’Italia vince a Wembley nel '73 con un gol di Capello. Berlusconi e io arriviamo nel '76, troviamo Fabio [Capello, ndr] che allenava la Primavera. Fece 4 anni di stage per diventare l’allenatore del Milan, lo diventa e vince 4 scudetti e fa 3 finali". Galliani ha poi parlato anche del periodo di Capello alla Juve tornando sulla pagina amara di Calciopoli: "Sul campo ha vinto due scudetti con la Juventus. Non voglio ricordare la storia del 2004-2006". E Capello: "Non feriamoci", ma Galliani prosegue: "L'unico caso del mondo con il terzo che arriva primo. In cielo gli ultimi diventano i primi, sulla terra lo sono diventati i terzi".


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Fabio Capello al “Global Launch of the 100’s” dell’European Golden Boy ha analizzato la situazione attuale del calcio italiano. Dall'ambiente creato per i giovani alla tattica pure: "Il Guardiolismo ci ha rovinati, abbiamo voluto copiare con giocatori non all’altezza", ha affermato l'ex allenatore. "Non abbiamo più insegnato a difendere e a parare. Col Guardiolismo abbiamo fatto il possesso palla che fa venire il latte alle ginocchia e annoia. Quando l’allenatore dice 'non perdiamo la palla' togli la personalità al giocatore che non rischia più. Ho visto City e Chelsea, davano la palla al portiere proprio all’ultimo momento. Noi dobbiamo fare questo cambio di mentalità, dobbiamo avere voglia di rischiare e giocare più in verticale. E senza tecnica non vai da nessuna parte".

Le parole di Capello

Capello è intervenuto anche su questa costante "paura" nel lanciare i giovani in Serie A: "I giovani li bruci se non li hai in squadra con te". L'ex allenatore ha poi ricordato un episodio risalente a quando era sulla panchina della Roma: "Avevo De Rossi e Aquilani che si allenavano con la prima squadra, pensavo Aquilani fosse più bravo di De Rossi. Giochiamo in Coppa Italia, metto Aquilani e gioca impaurito. Gli dico di giocare senza paura, di provarci. De Rossi invece giocava come in allenamento. Lui era pronto per giocare con la prima squadra". Seppure in casi molto più rari, qualche volta si vede anche in Serie A: "Averli vicini e avere la possibilità di metterli in campo, come l’Inter con Pio che ha capito che era pronto, è una cosa importante. La cosa più importante è che ci sia gente nello staff che capisca di calcio. Purtroppo ce ne sono pochi, sento parlare di algoritmi ma la cosa più vera è trovare colui che ha la visione per capire cosa serve a quella squadra".


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