Lacrime e sangue: Aquilani elimina Inzaghi
Lacrime e sangue. Quelle che hanno scavato il volto già provato di Pippo Inzaghi, mentre applaudiva il popolo palermitano stringendo al petto il figlioletto Edoardo; e il rosso fuoco evidente negli occhi della compagine di Alberto Aquilani che, con merito, approda alla finale per la A, dove troverà ad attenderla il Monza di Cutrone, esecutore implacabile di una bella e orgogliosa Juve Stabia che l’altro tecnico emergente, Ignazio Abate, ha mandato in campo dopo un'annata vissuta tra inenarrabili difficoltà. L’inciampo dell’andata al “Ceravolo”, con quel 3-0 incassato dal Palermo nella peggiore partita possibile, alla fine diventa dirimente per l’esito di questo confronto tutto meridionale, caratterizzato dall’incrocio di due filosofie societarie agli antipodi, non solo per disponibilità economica e investimenti effettuati dalle rispettive proprietà. Vittima in campionato degli scontri diretti con antagoniste di pari livello, pur sbagliando davvero pochissime partite, il Palermo deve rassegnarsi al peggio dopo aver immaginato che un gruppo capace di chiudere la stagione regolare con 72 punti potesse completare il percorso attraverso gli spareggi promozione. Invece no. Perché il Catanzaro, organizzato e concreto, giovane ma anche esperto, ha avuto la meglio dopo essersela giocata su ogni campo con determinazione e un’idea di gioco mai venuta meno, rivelatasi alla fine determinante per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Decisiva la prestazione in Calabria, ma anche la tenuta mentale in Sicilia. Perché il gol di Pohjanpalo avrebbe potuto stroncare ogni strategia di gara, sgretolando le certezze che i tre gol dell’andata avevano cementato. La resilienza messa in campo dai giallorossi premia Aquilani, visibilmente emozionato dalla consapevolezza di aver creato le condizioni per riportare il Catanzaro in A a distanza di oltre quarant’anni. Un’impresa fantastica, soprattutto perché realizzata dai giovani scovati dalla società e valorizzati dal tecnico capitolino, capace di escludere dalla competizione antagoniste quotate. Adesso c’è il Monza di Paolo Bianco, altra formazione costruita per competere ai massimi livelli. Ma nel calcio, come nella vita, l’errore più grande è avere paura. E questo Catanzaro ha già dimostrato più volte di non soffrire questo limite. Aquilani sa come si fa!

