La serata del brontolone

Leggi il commento del direttore del Corriere dello Sport-Stadio
Ivan Zazzaroni
4 min

Luis Enrique smetterà di allenare nel 2030 quando di anni ne avrà 60. A “La Nueva España” ha spiegato di non voler diventare come quei «vecchi brontoloni ultrasessantenni che siedono ancora in panchina»

Lucho è fatto così - bene, male -: ama mostrarsi originale e in parte lo è. Come tecnico è bravissimo, un vincente al quale piace sorprendere, inventare e farsi copiare.

Non solo il calcio d’inizio: molto altro. Ad esempio la rinuncia alle stelle Mbappé e Donnarumma per far prevalere un’idea di squadra, oltre a sé stesso.  

Stasera è invitato alla serata italiana del vecchio brontolone ultrasessantenne che vuole (ancora) giocare la Champions. Posti in piedi. Lo attendono Max Allegri che l’11 agosto ne farà 59 e per dare ragione a Lucho dovrebbe rinunciare al terzo anno di contratto quando in cuor suo sperava di farne otto come ct. E Gian Piero Gasperini, 68 compiuti il 26 gennaio, che potrebbe riportare la Roma nella coppa più prestigiosa sovvertendo i pronostici e dopo aver limato gli angoli di un mercato strambo.  

Ma anche Luciano Spalletti, 67 il 7 marzo, che in pochi mesi ha restituito un’identità alla Juve, prima di scontrarsi con l’evidente carenza di personalità del gruppo.  
 

L’unico young del Quartetto Centra (la Champions) è Cesc Fabregas, 39, che ha quindi il permesso di divertire, divertirsi e collezionare titoli per i prossimi 21 anni. 

 

 

Per una questione di distanza fisica, non possono partecipare all’evento trasmesso in contemporanea da Dazn e Sky, Carlo Ancelotti, 66, che se avesse lasciato il calcio sei anni fa si sarebbe ritrovato con una dozzina di trofei in meno e la panchina del Brasile come sogno irrealizzato. E José Mourinho, che a 63 ha ritrovato un club del suo livello e - il Real dopo il Benfica - ha intenzione di ripetere l’intero percorso.  

Jean Cocteau diceva che si può nascere vecchi, come si può morire giovani. In giro ci sono tanti allenatori di 35 e 40 anni facili al brontolìo e altrettanti vecchi che brontolano solo a scopo provocatorio. La vera differenza non la fanno i mugugni, ma le capacità, la sensibilità al calcio, il carattere. Mourinho, ad esempio, vinse la Champions a 41 anni. E brontolava già parecchio

Brontolando il giusto Massimo Oddo ha lasciato due anni di contratto insieme alla seconda squadra del Milan, serie D. Pare abbia confessato che «non si può lavorare in una società del genere».  

Percepisco grande agitazione tra i milanisti per le voci che vogliono Giorgio Furlani fuori dalla società. Tanti mi scrivono per sapere se sia vero o meno, a tutti do la stessa risposta: non ci credo finché non vedo. Dietro quel volto da uomo docile, si nasconde un serial killer del calciomercato: vuoi vedere che si appassiona anche alla prossima campagna e non molla l’osso?


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