Sport, rispetto, inclusione e dialogo: il Ministro Abodi rinnova l'incontro con i ragazzi del Roma club Gerusalemme allo Stadio Olimpico
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Sport, rispetto, inclusione e dialogo: il Ministro Abodi rinnova l'incontro con i ragazzi del Roma club Gerusalemme allo Stadio Olimpico

Si rinnova l'incontro nell’ambito del tradizionale tour culturale e sportivo organizzato annualmente dall’associazione.
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Allo Stadio Olimpico di Roma questa mattina si rinnova una "partita" diversa dal solito: scende in campo lo sport come strumento di coesione, dialogo e crescita condivisa, in un incontro nel quale il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, si confronta con i ragazzi del Roma Club Gerusalemme, in visita nella Capitale nell’ambito del tradizionale tour culturale e sportivo organizzato annualmente dall’associazione.
Fondato nel 1998 come primo Roma Club dell’intero territorio asiatico, quello di Gerusalemme è diventato dal 2008 anche una scuola calcio che coinvolge ogni anno tra i 350 e i 400 ragazzi tra i 5 e i 15 anni. Dal 2012, inoltre, il club organizza a Roma il Torneo Internazionale dell’Amicizia e dell’Inclusione, che coinvolge le proprie squadre, una Academy della AS Roma e altre realtà sportive italiane, promuovendo i valori della conoscenza reciproca, dell'integrazione e della socialità.
Le squadre del Roma Club Gerusalemme riuniscono ragazzi provenienti da diversi Paesi, etnie e confessioni religiose - ebrei, musulmani, cristiani, israeliani e palestinesi, armeni ortodossi, etiopi e sudanesi - tutti accomunati da una grande passione per il calcio. Attraverso lo sport, allenandosi e giocando insieme, si pongono le basi per il confronto, il dialogo e la nascita di nuove amicizie, in un clima di rispetto reciproco che permette di apprezzare le differenze e superare i pregiudizi.
Le due squadre presenti a Roma sono composte da 34 ragazzi, tra i quali 11 ragazzi palestinesi e, per la prima volta, una ragazza che ha scelto con coraggio di prendere parte al viaggio insieme ai suoi compagni, diventando simbolo dell’idea di inclusione che ispira il progetto educativo del club.
“Iniziative come questa rappresentano uno straordinario esempio di come lo sport possa diventare un linguaggio universale di rispetto e di pace. Vedere ragazzi di culture, religioni e provenienze diverse allenarsi, crescere e condividere esperienze insieme significa dare concretezza ai valori più autentici dello sport, al di là delle parole di circostanza che non sempre trovano attuazione concreta e convinta. In un tempo segnato da divisioni e conflitti, il loro percorso dimostra che il dialogo si costruisce anche attraverso un pallone, il gioco di squadra e la capacità di riconoscere nell’altro una persona con la quale convivere nella società, prima ancora di avvertire qualsiasi differenza. A questi giovani va il nostro incoraggiamento, così come il ringraziamento a chi, ogni giorno, rende possibile questo progetto educativo e sociale di straordinario valore civico e morale, al quale rinnovo ogni mio supporto”, ha commentato il Ministro Abodi.

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