Chi è José Boto, il ds del Flamengo che ha chiuso affari da record: da Wesley a Danilo e Jorginho
Il campionato brasiliano sta cambiando faccia. Negli ultimi anni è senza dubbio tra i movimenti che più stanno crescendo, anche senza l'aiuto di investimenti spropositati, come sta per esempio succedendo in Arabia Saudita e Stati Uniti. In Brasile il calcio è da sempre religione, ma il campionato stava vivendo momenti difficili, fino a un cambio a livello programmatico: non più solamente vivaio per l'Europa, ma un sistema sempre più competitivo internamente. A trascinare questo cambiamento le big del calcio brasiliano, su tutte il Flamengo, che ormai da due anni è nelle mani di una figura centrale in questa mutazione, José Boto.
Dalla scuola Benfica alla Libertadores con il Flamengo: la storia di Boto
Classe '66, nato in Portogallo, inizia la sua storia nel mondo del calcio nelle vesti di allenatore di squadre delle categorie minori portoghesi, prima di entrare nell’universo Benfica. Diventa assistente della prima squadra tra il 2002 e il 2004 per poi tornare nel 2007 come scout, e successivamente come responsabile dell’area scouting dal 2010 al 2018. Sotto la guida di Boto, il club portoghese è tornato a essere un grande vivaio per le big europee e ha portato il Benfica a essere di nuovo competitivo a livello internazionale. Dopo anni di grandi successi, nel 2018 Boto lascia il Benfica per diventare direttore sportivo dello Shakhtar Donetsk, dal 2018 al 2021, quando si trasferisce in Grecia, come ds del PAOK Salonicco. Dopo l'esperienza all’Osijek, in Croazia, nel dicembre del 2024 arriva la chiamata del Flamengo. Con i rossoneri vince un campionato brasiliano, una Supercoppa del Brasile, due campionati carioca, ma soprattutto la quarta Copa Libertadores, diventando la squadra brasiliana con più vittorie nella competizione.
Boto, le plusvalenze e i colpi al Flamengo
Boto ha sempre dimostrato la capacità di individuare giocatori prima che si affermino e nel contesto degli osservatori viene considerato da sempre uno dei migliori della sua generazione. In Brasile è riuscito a unire le sue due anime, da una parte l'esperienza internazionale con colpi importanti dall'Europa, dall'altro lo sviluppo del talento locale. Da ricordare gli arrivi dei vari Danilo, Alex Sandro, Jorginho e Saul a parametro zero, acquisti fondamentali per la conquista dei vari trofei negli ultimi anni. Se fino a qualche anno fa era difficile che un giocatore nel pieno della sua carriera lasciasse l'Europa per il Sudamerica, il Flamengo stta riuscendo anche in questa impresa, come è stato per Samul Lino, che ha preferito i rossoneri all'Atletico Madrid. Sul lato cessioni non sono mancate le plusvalenze, come quella di Wesley, ceduto alla Roma per 25 milioni, e quella dell'ex Juve Carlos Alcaraz all'Everton per 15 milioni.