Samuel, l'addio di una leggenda. Le lacrime con Aldair e Burdisso

Il difensore argentino ha appeso gli scarpini al chiodo. Tanti gli ex compagni che hanno voluto omaggiarlo nell'ultima partita della sua carriera
Samuel, l'addio di una leggenda. Le lacrime con Aldair e Burdisso
Tommaso Maggi

ROMA - Walter Adrian Samuel ha detto basta. L'argentino ha appeso gli scarpini al chiodo a 38 anni. Per tutti è stato "The Wall", il muro, un soprannome che si porta dietro dai tempi della Roma e che lo ha accompagnato per tutta la carriera. E' stato strano vederlo in campo per l'ultima volta. Ieri sera, nella partita conclusiva del campionato svizzero dove ha giocato con il Basilea negli ultimi due anni, Samuel ha salutato il calcio giocato. Ad omaggiarlo sono venuti in tanti. Tutti i giocatori in cerchio ad applaudirlo con lo stadio che inneggiava il suo nome. Davanti ad Aldair, che con lui ha vinto lo scudetto con la Roma nel 2001, e Burdisso, suo compagno di squadra nell'Inter, l'argentino si è commosso e non ha trattenuto le lacrime.

Proprio lui che in campo metteva tutta la cattiveria e la grinta del mondo, si è sciolto in un pianto innocente, forse liberatorio.

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Chissà quali pensieri gli sono passati per la testa, quali ricordi, magari avrà visto scorrere per un attimo tutta la sua carriera, una fotosequenza di imprese straordinarie. Dagli inizi con il Newell's Old Boys all'affermazione con il Boca Juniors e allo scudetto nella Roma di Capello, passando dall'esperienza con il Real Madrid dei Galacticos fino al triplete con l'Inter di Mourinho e agli ultimi due scudetti in Svizzera con il Basilea. Un vincente, un campione, schivo e riservato fuori, determinante in campo con la sua personalità e il suo carisma naturale. Dalle sue parti non si passava. Per tutti rimarrà sempre "The Wall"

 

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