© ANSA Nicolò Tresoldi, parla il papà: "Inzaghi è il suo idolo. Il Milan lo avrebbe preso quando era piccolo e piaceva anche alla Juve"
“Inzaghi resta il suo idolo. È cresciuto seguendo il Milan vincente di Kakà. È un grande tifoso della squadra rossonera e soffre sempre tanto quando perde. Pippo era il centravanti di quel Milan, il suo punto di riferimento, un vero modello”. Così Emanuele Tresoldi racconta suo figlio, Nicolò, protagonista in Europa e in campionato con la maglia del Bruges. Nicolò, grande sostenitore della formazione allenata da Massimiliano Allegri, ha riportato i riflettori sulla sua storia grazie al bellissimo gol contro il Monaco. Una rete da centravanti vero per il giovane italo-tedesco, eletto miglior giocatore del mese del Bruges e acquistato dal club belga la scorsa estate per 6 milioni di euro. “È stato un bel momento - racconta in esclusiva al Corriere dello Sport l'ex calciatore -, quando raggiungi certi obiettivi ti sembra il coronamento di un percorso. Si aggiunge un traguardo dopo l’altro, e così, ti torna in mente tutto il cammino fatto. Lui è sempre stato molto tranquillo avendo fatto sempre due sport, il calcio appunto e il tennis”.
Il trasferimento in Germania e i contatti con i club italiani
Inevitabile, quindi, rileggere la storia dell'attaccante nato a Cagliari che, per motivi familiari, nel 2017 si è trasferito in Germania. “Mia moglie ha sempre lavorato in Europa - prosegue Emanuele Tresoldi -, quindi come famiglia ci siamo sentiti liberi di scegliere un’esperienza di vita che riguardava tutti. Alcune squadre italiane lo volevano, ma lui era troppo piccolo per trasferirsi in un’altra città da solo. Il Milan lo avrebbe preso, ma all’epoca era troppo piccolo. In seguito ci siamo incontrati di nuovo con la società rossonera, e la stessa Juve ci mandava degli inviti per rimanere in contatto. La possibilità di giocare in Germania è nata quindi casualmente, e abbiamo approfittato di questa opportunità firmando per l’Hannover. Ora ha un profilo internazionale. Parla perfettamente tedesco, inglese e spagnolo”.
La Nazionale e il rapporto con Aleksander Stankovic
A giugno, dopo la consacrazione con la maglia della squadra tedesca, è arrivata la chiamata del Bruges. “Ci hanno convinto subito - racconta -. La chiamata è stata inaspettata, quando ti sceglie un club così rimani onorato. Parliamo di una società che valorizza i giovani e che seleziona sempre con un metodo preciso”. Al Bruges ha legato con tutto lo spogliatoio, in particolare ha stabilito un bellissimo rapporto con Aleksander Stankovic: “Con lui parla italiano, si trovano bene e hanno fatto subito amicizia”. Il percorso di Tresoldi è proseguito anche con la maglia della Nazionale tedesca: è stabilmente in Under 21, ed è molto stimato anche da Nagelsmann. Per la Nazionale italiana c’è, quindi, poco tempo. “Non so come andrà a finire, ma la sua è una storia talmente strana che non è facile dare delle responsabilità. Siamo andati via per un’esperienza di vita. Ci sarà la chiamata di Nagelsmann? Non lo sappiamo, ha fatto le nazionali giovanili. Ormai lui ha un bellissimo rapporto con i compagni e l’attuale allenatore”.
