Mourinho show in Benfica-Porto, viene espulso e si sfoga: "Io traditore? Si chiama professionalità!"

Il portoghese ha ricevuto un rosso nel finale dopo aver calciato un pallone verso gli spalti
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Dopo il pareggio per 2-2 tra Benfica e Porto al Da Luz, José Mourinho ha commentato la partita soffermandosi soprattutto sull’episodio che ha portato alla sua espulsione: "L’arbitro dice di avermi espulso perché avrei calciato il pallone verso la panchina del Porto. È completamente falso. L’ho fatto tante volte allo stadio: quando segniamo, mando la palla sugli spalti come gesto per festeggiare e regalarla a un tifoso. So di non essere tecnicamente molto bravo, ma la mia intenzione era quella".

Lo sfogo di Mourinho dopo Benfica-Porto

Il tecnico portoghese ha poi raccontato un duro confronto nel tunnel con Lucho Gonzalez: "Mi ha chiamato traditore 20 o 30 volte. Traditore di cosa? Al Porto ho dato l’anima. Poi sono andato al Chelsea e ho dato l’anima anche lì. Questo si chiama professionalità". Analizzando la partita, Mourinho ha riconosciuto i meriti della squadra guidata da Francesco Farioli: "Hanno costruito una squadra con un’idea chiara e con grande fisicità. Quando perdi palla devi rincorrerli: loro vanno in moto, tu in bicicletta". Sulla corsa al titolo resta prudente: "Recuperare sette punti è difficile. Il Porto è una squadra facile da studiare ma molto difficile da affrontare, e non credo perderà molti punti".


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