Coronavirus, la Premier League accelera la ripresa

Venerdì i 20 club conosceranno il protocollo di ripartenza, che verrà messo a punto in una riunione tra i rappresentanti del governo, le autorità sanitarie e i dirigenti delle federazioni sportive

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LONDRA (INGHILTERRA) - La Premier League deve ricominciare il prima possibile, e già entro la fine di questa settimana si conosceranno i dettagli - tempi e modalità - della ripresa del campionato inglese. Dopo il via libera del governo, che ieri ha espresso il suo assenso alla conclusione della stagione pur nel rispetto di stringenti misure di sicurezza igienico-sanitarie, la macchina organizzativa del massimo campionato inglese ha subito una brusca accelerazione. Venerdì i 20 club conosceranno il protocollo di ripartenza, che verrà messo a punto giovedì nel corso di una riunione tra i rappresentanti del governo, le autorità sanitarie e i dirigenti delle federazioni sportive. Nel piano di ripartenza, il calcio avrà la precedenza, a seguire si studieranno specificità e necessità delle altre discipline. L'obiettivo della Premier è di tornare a giocare già il 9 giugno, dopo tre settimane di allenamenti, in tempo utile per completare la stagione (restano da giocare complessivamente 92 partite) entro la fine di luglio.

Il programma

Un programma che, però, dovrà sottostare a precise regolamentazioni sanitarie, che prevedono - prima e dopo le partite - il distanziamento sociale, spazi igienizzati e (pertanto possibile) separati, meticolosi controlli sanitari. Entro il 25 maggio la Uefa ha chiesto di conoscere i piani di tutte le federazioni europee per la conclusione dei rispettivi campionati domestici. E la Premier è sempre stata tra le leghe che non ha mai esitato nel voler portare a termine regolarmente la stagione. Come confermano i tre club - Arsenal, West Ham e Brighton - che hanno già ripreso gli allenamenti, seppur limitando il numero di giocatori coinvolti nelle singole sessioni. E oggi toccherà al Tottenham di José Mourinho riprendere la preparazione dopo quasi due mesi di inattività.

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